Attualità
Inquinamento
01/09/2026

Qualità dell’aria, 17 società scientifiche al Governo: recepire la direttiva Ue senza deroghe

Le organizzazioni mediche chiedono il recepimento entro l’11 dicembre 2026. In Italia stimati circa 70.000 decessi annui attribuibili all’esposizione agli inquinanti

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Diciassette società scientifiche e associazioni mediche italiane hanno inviato una lettera al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e per conoscenza al Ministro della Salute Orazio Schillaci e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo al Governo di recepire entro l'11 dicembre 2026 la Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell'aria ambiente senza ricorrere alle possibilità di deroga previste dalla normativa.

La Direttiva introduce valori limite più rigorosi per i principali inquinanti atmosferici, avvicinando progressivamente gli standard europei alle indicazioni OMS. Per le organizzazioni firmatarie la questione è prima di tutto di salute pubblica: l'inquinamento atmosferico rappresenta il principale rischio ambientale per la salute in Europa, con oltre 300.000 decessi attribuibili ogni anno. In Italia la stima è di circa 70.000 morti annue attribuibili all'esposizione agli inquinanti atmosferici.

I dati delle centraline ARPA e APPA mostrano un progressivo miglioramento della qualità dell'aria negli ultimi anni, ma il ritmo della riduzione non appare ancora sufficiente per raggiungere i nuovi valori previsti dalla normativa europea senza politiche più incisive. Nei primi sei mesi del 2026 numerose città hanno quasi esaurito il numero massimo annuo di giornate con concentrazioni di inquinanti oltre soglia, soprattutto per il particolato che ha quasi raggiunto il numero massimo consentito nell'intero anno.

Il quadro è confermato dal progetto "Cambiamo aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane", promosso da ISDE Italia, Kyoto Club e Clean Cities Campaign, che monitora l'andamento degli inquinanti nelle principali 27 città italiane confrontandoli con i limiti di legge vigenti, con i valori della nuova Direttiva europea e con le indicazioni OMS per PM10, PM2,5, NO2 e ozono.

La lettera è sottoscritta dai presidenti di ACP, ADI, AIE, AME, ISDE Italia, FIMP, FNOVI, SIRU, SIAMA, SID, SIE, SIMG, SIP (Pediatria), SIP (Pneumologia), SIPNEI, SIR e SIBCE. Le 17 organizzazioni esprimono preoccupazione per alcune recenti iniziative che rischiano di rallentare il risanamento della qualità dell'aria. La lettera richiama la riduzione delle risorse destinate al finanziamento di strategie per il miglioramento della qualità dell'aria nella Pianura Padana, una delle aree europee più inquinate, e la proposta italiana del 17 marzo per una revisione dei target europei sulle emissioni delle automobili con possibile proroga di cinque anni, fino al 2032.

Roberto Romizi, Presidente di ISDE Italia – Associazione Medici per l'Ambiente, sintetizza il messaggio delle organizzazioni firmatarie: "La direttiva europea rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela della salute pubblica. Chiedere deroghe significherebbe prolungare l'esposizione di milioni di persone a un fattore di rischio che sappiamo essere prevenibile. I dati sono ormai inequivocabili: l'inquinamento atmosferico contribuisce allo sviluppo e all'aggravamento di patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e oncologiche e colpisce in modo particolare bambini, anziani e persone con patologie croniche. Ridurre rapidamente le concentrazioni degli inquinanti non è quindi soltanto un obiettivo ambientale, ma una delle più importanti azioni di prevenzione sanitaria che possiamo mettere in campo."

Le organizzazioni chiedono il recepimento della Direttiva 2024/2881 entro l'11 dicembre 2026 senza deroghe e l'avvio immediato di politiche e interventi in grado di permettere all'Italia di raggiungere i nuovi standard. Le eventuali proroghe previste dalla normativa europea, ricordano i firmatari, non sarebbero generalizzabili ma potrebbero riguardare solo specifiche zone. Il principio enunciato nella lettera è esplicito: "L'inquinamento atmosferico è un fattore di rischio evitabile ed è quindi un dovere primario dello Stato abbatterlo tutelando la salute", in diretta applicazione dell'articolo 32 della Costituzione.

Romizi conclude: "Chiediamo al Governo di recepire pienamente la direttiva europea, senza deroghe, e di accompagnarla con politiche coerenti e risorse adeguate. Ogni anno guadagnato nel miglioramento della qualità dell'aria significa malattie e morti premature evitate".

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