Aumentano in Italia le opposizioni alla donazione di organi espresse al momento del rinnovo della carta d’identità. Nei primi sei mesi del 2026 la quota media nazionale dei no ha raggiunto il 41%, con una progressione dal 38,5% registrato a gennaio al 43,2% di giugno. I dati del Centro nazionale trapianti (Cnt) sono riportati da Repubblica in un approfondimento dedicato alla disponibilità di organi e alle liste d’attesa.
Il fenomeno prosegue una tendenza già rilevata nel 2025. Tra i cittadini che avevano espresso la propria volontà presso i Comuni, il 40,1% aveva scelto di non donare gli organi dopo la morte. Nelle terapie intensive, le opposizioni alla donazione si erano attestate invece al 29,2%.
Secondo le stime del Centro nazionale trapianti, i rifiuti alla donazione hanno impedito nel 2025 la realizzazione di circa 2.400 trapianti. Il dato indica il numero di interventi che, secondo la stima del Cnt, avrebbero potuto essere effettuati in assenza delle opposizioni e non corrisponde quindi a trapianti già programmati e successivamente cancellati.
L’aumento dei no si registra anche in Lombardia, una delle regioni con maggiore attività trapiantologica. Nei primi sei mesi del 2026 la quota delle opposizioni espresse al rilascio della carta d’identità si colloca intorno al 41-43%, mentre sei anni fa era inferiore al 35%. Nella regione risultano attualmente 1.360 pazienti in lista d’attesa per un organo, soprattutto per un trapianto di rene.
Massimo Cardillo, direttore del programma trapianti del Nord Italia al Policlinico di Milano, richiama il ruolo dell’informazione nella scelta dei cittadini. Cardillo indica tra i fattori da considerare la disinformazione, le paure e la perdita di fiducia nelle istituzioni sanitarie e sottolinea la necessità di migliorare la comunicazione sulla donazione.
L’aumento delle opposizioni si verifica mentre l’attività trapiantologica italiana ha raggiunto livelli elevati. Nel 2025 sono stati effettuati 4.678 trapianti, il numero più alto registrato finora nel Paese. La crescita dei no rappresenta quindi un elemento distinto dall’andamento complessivo dell’attività trapiantologica e riguarda in particolare la disponibilità potenziale di organi.