Non è ancora concluso in Lombardia l’iter per l’Accordo integrativo regionale della medicina generale, necessario, secondo la Federazione dei Medici Territoriali (FMT), per definire i progetti per il 2026 e le attività aggiuntive incentivate dei medici di medicina generale. A segnalarlo è Francesco Falsetti, segretario regionale FMT, dopo i recenti incontri con la Regione.
«Ancora non è stato completato l’iter per l'accordo integrativo (AIR) della medicina generale, strumento necessario per definire i progetti per il 2026 e per concretizzare il miglioramento dell'assistenza ai cittadini, grazie all'impegno incentivato aggiuntivo dei Medici di medicina generale», afferma Falsetti.
Tra i nodi indicati dal sindacato c’è l’organizzazione dell’attività dei MMG nelle Case della Comunità. Secondo FMT, la Regione non avrebbe concordato con i sindacati firmatari regole uniformi sulla presenza dei medici di medicina generale nelle nuove strutture territoriali.
Falsetti sostiene che l’organizzazione della medicina territoriale sia attualmente lasciata alle decisioni regionali e alla discrezionalità delle ATS e ASST. Il segretario regionale FMT contesta inoltre quello che definisce un «utilizzo improprio degli specialisti ospedalieri negli Ospedali di Comunità e nelle Case della Comunità».
Nel comunicato FMT critica anche le politiche regionali sul personale medico. «La Lombardia continua ad arretrare nella classifica nazionale delle Regioni nella offerta di servizi, ormai lontana dal primato di qualche anno fa», afferma Falsetti, attribuendo questa situazione alle politiche sul personale. Il sindacato sostiene inoltre che i medici di medicina generale lombardi siano «i peggio retribuiti di tutta Italia».
Il comunicato non riporta dati comparativi a supporto di queste ultime affermazioni, che rappresentano quindi la posizione espressa dalla Federazione dei Medici Territoriali.
Per FMT, la mancata conclusione dell’Accordo integrativo e l’assenza di regole condivise sulla presenza dei MMG nelle Case della Comunità mantengono aperte alcune criticità nell’organizzazione della medicina territoriale lombarda.