Il Sindacato medici italiani della Puglia ha sospeso temporaneamente, insieme alle altre sigle della medicina convenzionata, le iniziative di protesta avviate nelle scorse settimane. La decisione è stata assunta dopo l’incontro del 4 agosto con l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, durante il quale la Regione si è impegnata a modificare il metodo di confronto con le rappresentanze professionali.
A comunicarlo è Mariano Cafagna, segretario regionale dello Smi Puglia, che definisce l’incontro «un momento importante» dopo le tensioni tra la Regione e le organizzazioni sindacali della medicina convenzionata.
«Abbiamo deciso, insieme alle altre sigle, di sospendere temporaneamente le iniziative di protesta. Non perché siano venute meno le ragioni della nostra mobilitazione, ma perché abbiamo ricevuto un impegno preciso: si cambierà metodo», dichiara Cafagna.
Secondo il sindacato, negli ultimi mesi diversi provvedimenti con effetti diretti sull’organizzazione del lavoro dei medici sarebbero stati adottati senza un confronto preventivo con i professionisti. Lo Smi chiede quindi che il dialogo con le organizzazioni sindacali diventi stabile e preceda l’approvazione di delibere, circolari e atti amministrativi riguardanti la medicina territoriale.
«La medicina generale non può essere governata senza il coinvolgimento dei medici», afferma Cafagna. Le rappresentanze professionali, aggiunge, devono partecipare al processo decisionale prima dell’adozione degli atti, per evitare conseguenze organizzative sui professionisti e sui cittadini.
Durante l’incontro la Regione Puglia avrebbe assunto l’impegno di condividere con le sigle sindacali i principali provvedimenti relativi alla medicina territoriale. Tra i temi indicati nel comunicato figurano la riorganizzazione delle Aggregazioni funzionali territoriali e il riassetto delle Case della comunità.
Lo Smi precisa che la sospensione della protesta non rappresenta la conclusione della vertenza. Il sindacato valuterà l’attuazione degli impegni assunti dalla Regione e continuerà a seguire i prossimi passaggi.
«Manterremo un atteggiamento responsabile e costruttivo, ma anche fermo. La sospensione della protesta non significa abbassare la guardia», conclude Cafagna. Secondo lo Smi, il rafforzamento della medicina territoriale richiede il coinvolgimento dei medici, il rispetto dei ruoli e la condivisione delle scelte organizzative.
Il comunicato non specifica quali iniziative di protesta siano state sospese, le altre sigle coinvolte, le scadenze del confronto o la data del prossimo incontro.