È stato depositato alla Camera il disegno di legge n. 2951 per la riforma del sistema di emergenza territoriale 118. La proposta, a prima firma di Pietro Pittalis ed elaborata in collaborazione con la Società italiana sistema 118, è stata presentata il 28 luglio nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato, su iniziativa del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
Il testo punta a riorganizzare il servizio attraverso l’accesso diretto e autonomo al numero 118, in affiancamento al 112. Secondo i promotori, il cittadino dovrebbe poter parlare direttamente con la centrale competente, senza passaggi intermedi. La Centrale operativa 118 verrebbe inoltre riconosciuta come centro di responsabilità e governo clinico del sistema, non come semplice struttura di risposta telefonica.
Il Ddl prevede l’istituzione di Dipartimenti di emergenza territoriale 118, collegati agli ambiti delle centrali operative esistenti. La dimensione indicata come preferibile è quella provinciale. La direzione dovrebbe essere affidata, attraverso concorso, a figure medico-infermieristiche esperte e di ruolo. Il Comitato di dipartimento riunirebbe medici, infermieri e autisti-soccorritori nelle decisioni su protocolli, turni, formazione, qualità, rischio clinico e gestione delle maxiemergenze.
La dotazione dei mezzi non sarebbe più definita soltanto in base alla popolazione residente, ma anche sui tempi reali di percorrenza nelle aree urbane ed extraurbane. La proposta richiama inoltre il parametro di un medico e un infermiere ogni 60.000 abitanti e prevede la riattivazione e il potenziamento dei Punti di primo intervento, con postazioni medicalizzate e infermierizzate attive 24 ore su 24.
Sul personale, il testo introduce un’indennità per il rischio durante gli spostamenti e per l’esposizione ambientale e biologica. Per i medici convenzionati è prevista la possibilità facoltativa di passare alla dipendenza, con conservazione dell’anzianità maturata. Per gli infermieri si propone la stabilizzazione, l’inquadramento di ruolo e l’introduzione di percorsi formativi certificati. Il Ddl istituisce anche il profilo professionale dell’autista-soccorritore, con titolo formativo obbligatorio e uniforme sul territorio nazionale.
Tra le misure figurano anche convenzioni con il Terzo settore, telemedicina, trasmissione dell’elettrocardiogramma e dei parametri vitali, geolocalizzazione del chiamante e intelligenza artificiale a supporto delle centrali operative. È prevista inoltre l’introduzione delle body cam, con l’obiettivo di trasmettere alle centrali le immagini della scena e documentare eventuali aggressioni al personale.
“Tre verbi definiscono ciò che serve: intensificare, innovare, finanziare”, ha dichiarato Mario Balzanelli, presidente nazionale della Società italiana sistema 118. “Non si può fare una riforma a invarianza di spesa”. Sisto ha confermato che il provvedimento è stato depositato alla Camera e dovrà ora seguire l’iter parlamentare, senza indicare tempi per l’esame.