La Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) interviene con toni duri contro la diffusione di messaggi fuorvianti sui social riguardo al rapporto tra esposizione al sole e melanoma. Nel mirino dei dermatologi c'è un video pubblicato dalla nutrizionista e specialista in Oncologia Debora Rasio, nel quale si sostiene che "è falso che il sole faccia venire il melanoma", si definiscono "tossiche" le creme solari e si richiama uno studio della coorte UK Biobank. Per la SIDeMaST, si tratta di affermazioni che rischiano di alimentare una pericolosa disinformazione. "I falsi messaggi sono di per sé negativi ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi. È evidente e innegabile che i raggi UV siano cancerogeni e la principale causa di tumori della pelle. Negarlo è mistificazione e follia", afferma il Direttivo della società scientifica.
I dermatologi ricordano che l'eccessiva e scorretta esposizione ai raggi ultravioletti rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo dei tumori cutanei. A sostegno di questa posizione citano anche l'esempio delle persone affette da albinismo che, in assenza di adeguata protezione in aree ad alta esposizione solare, sviluppano con elevata probabilità tumori della pelle già in giovane età. La SIDeMaST sottolinea tuttavia che il messaggio non deve essere interpretato in senso opposto. "Prendere il sole non è di per sé dannoso", precisano gli specialisti, ricordando che una corretta esposizione solare apporta benefici all'organismo, tra cui la sintesi della vitamina D. Il problema nasce quando l'esposizione è eccessiva, non protetta, soprattutto nelle ore centrali della giornata, e accompagnata da scottature ripetute. Secondo i dermatologi, il video diffuso sui social estrapola un singolo dato senza considerare le conclusioni complessive dello studio scientifico citato. Al contrario, evidenziano, la ricerca richiamata conclude che la principale causa dei tumori cutanei è proprio l'esposizione ai raggi UV e raccomanda misure di prevenzione e fotoprotezione, compreso l'impiego corretto delle creme solari.
Sul tema dei prodotti fotoprotettivi, la società scientifica ribadisce inoltre che non esistono evidenze scientifiche che ne dimostrino un effetto cancerogeno. Le creme solari, spiegano, sono sottoposte a una rigorosa regolamentazione europea, a verifiche continue di sicurezza e al monitoraggio delle autorità competenti. I filtri autorizzati sono progettati per agire sulla superficie cutanea, senza superare gli strati superficiali della pelle né determinare un assorbimento sistemico significativo. "Utilizzate correttamente, le creme solari rappresentano uno degli strumenti più efficaci, insieme agli altri comportamenti di fotoprotezione, per ridurre il rischio di tumori cutanei", ribadisce la SIDeMaST, che invita i cittadini, soprattutto nel periodo delle vacanze estive, ad adottare comportamenti prudenti e a diffidare delle informazioni prive di solide basi scientifiche.