Prosegue il confronto per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità. Al termine di una sessione negoziale durata oltre quattro ore, l'Aran rivendica "progressi concreti e misurabili" verso un'intesa, pur riconoscendo che alcune questioni considerate prioritarie da entrambe le delegazioni restano ancora aperte e impediscono, al momento, la chiusura definitiva del negoziato. L'incontro, spiega l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, ha consentito un esame approfondito dell'intero testo contrattuale, dalla parte normativa agli istituti economici. Secondo l'Aran, il confronto ha permesso di avvicinare le posizioni tra amministrazioni e organizzazioni sindacali, ponendo le basi per un accordo che tenga insieme le esigenze delle aziende sanitarie e le richieste dei lavoratori.
A margine della riunione, tuttavia, si è aperto un nuovo fronte di scontro. L'Aran ha infatti contestato i dati diffusi da alcune sigle sindacali sugli aumenti retributivi previsti dall'ipotesi di contratto. In particolare, l'Agenzia sottolinea come le cifre circolate, comprese tra una media di 130 e una di 240 euro mensili per gli infermieri a seconda delle organizzazioni che le hanno comunicate, "non corrispondono all'ipotesi contrattuale attualmente sul tavolo". Per l'Aran, la correttezza dell'informazione rappresenta un elemento essenziale per la prosecuzione della trattativa. "Una comunicazione ancorata ai dati reali - evidenzia - non è soltanto una questione di correttezza verso gli addetti ai lavori, ma una condizione indispensabile per la credibilità del negoziato".
L'Agenzia risponde anche alle critiche di chi ha definito l'incontro "l'ennesima occasione persa". Una valutazione che l'Aran considera incoerente, ricordando che meno di dieci mesi fa le stesse organizzazioni sindacali avevano sottoscritto il Ccnl 2022-2024. "Se la tornata in corso è l'ennesima occasione persa - osserva - il giudizio finisce inevitabilmente per investire anche quel recente accordo". Da qui il richiamo finale alla necessità di "coerenza e continuità di valutazione" come presupposti di un confronto costruttivo.