Una paziente giunta al Pronto Soccorso dell'Ospedale Niguarda di Milano con un malessere diffuso alla 22ª settimana di gestazione è stata sottoposta a un intervento cardiochirurgico d'urgenza per dissecazione acuta dell'aorta, mantenendo il feto in utero per consentire la prosecuzione della gravidanza. Madre e bambino sono attualmente in buone condizioni. Il caso, con pochissimi precedenti analoghi in letteratura scientifica internazionale, è la prima di due dissecazioni aortiche in gravidanza trattate recentemente presso lo stesso istituto.
L'intervento sull'aorta, eseguito dall'équipe di Cardiochirurgia e Trapianto di Cuore in collaborazione con il Servizio di Anestesia e Rianimazione Cardiotoracovascolare, ha avuto una durata di 7 ore. Dopo un breve decorso in terapia intensiva, la paziente è stata affidata agli specialisti della Cardiologia 2 – Insufficienza Cardiaca e Trapianti che, insieme ai colleghi di Ostetricia e Ginecologia guidati da Federico Spelzini, hanno garantito il monitoraggio della gravidanza fino al momento del parto. Alla 34ª settimana di gestazione è stato effettuato il taglio cesareo nel blocco operatorio della Cardiochirurgia.
Alice Proto, responsabile della Struttura Semplice Neonato e Lattante Critico della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, spiega il ragionamento clinico che ha orientato la scelta: "A sole 22 settimane di gestazione un cesareo in urgenza non sarebbe stato utile, ma anzi controproducente: le probabilità di sopravvivenza erano troppo basse. Bisognava intervenire sull'aorta facendo di tutto per far comunque proseguire la gravidanza. Si è quindi deciso di procedere con l'intervento mantenendo il feto in utero, con la certezza che la rapidità e la precisione dei colleghi cardiochirurghi sarebbe stata così elevata da permettere di far proseguire serenamente la gravidanza."
La dissecazione acuta dell'aorta rappresenta un'emergenza chirurgica con rischio immediato di vita. In un paziente non gravido la gestione è standardizzata: intervento cardiochirurgico d'urgenza. La complessità del caso di Niguarda risiedeva nella necessità di bilanciare l'urgenza chirurgica materna con la tutela di un feto a 22 settimane di gestazione, età in cui un taglio cesareo in urgenza avrebbe comportato probabilità di sopravvivenza neonatale troppo basse per giustificarne l'esecuzione.
Come chiarisce Claudio Russo, Direttore della Cardiochirurgia e Trapianto di Cuore del Niguarda: "Si è verificata una gravissima condizione cardiaca a rischio immediato di vita per la paziente e quindi anche del feto, condizione che richiedeva l'esecuzione immediata di un complesso intervento cardiochirurgico."
Russo sottolinea la complessità della gestione complessiva: "La priorità è stata quella di salvaguardare entrambe le vite, bilanciando la complessità chirurgica con la sicurezza materna e la tutela del feto. Un percorso clinico delicato, condotto con competenza, tempestività e grande attenzione umana."
Alberto Zoli, Direttore Generale dell'Ospedale Niguarda, segnala infine un secondo caso trattato più di recente presso lo stesso istituto: "È stata operata a Niguarda un'altra paziente con dissecazione acuta dell'aorta durante una gravidanza avanzata, in cui il taglio cesareo in urgenza ha preceduto l'intervento cardiochirurgico. Entrambe queste vicende rappresentano un successo clinico, ma anche un esempio concreto del valore della sanità pubblica e della più completa collaborazione tra professionisti, in linea con la missione di un Ospedale come il nostro: prendersi cura delle persone anche nelle situazioni più complesse, dove competenza e umanità devono procedere insieme."