Dopo oltre 20 anni la Regione Lazio e le organizzazioni sindacali della medicina generale hanno sottoscritto il nuovo Accordo integrativo regionale (Air), destinato ad accompagnare l'attuazione della riforma dell'assistenza territoriale prevista dal Dm 77. L'intesa entrerà in vigore il 1° ottobre 2026.
Secondo quanto comunicato dalla Regione, l'accordo prevede risorse aggiuntive rispetto a quelle già stanziate dal contratto collettivo nazionale con l'obiettivo di valorizzare il ruolo dei medici di medicina generale, sostenere la riorganizzazione della medicina territoriale e accompagnare l'avvio delle Case di comunità. L'intesa punta inoltre a rendere più omogenee le tutele e a migliorare le condizioni economiche dei medici di medicina generale.
Tra i sindacati firmatari, lo SMI Lazio sottolinea alcuni degli elementi che hanno portato alla sottoscrizione dell'intesa. Secondo la segretaria regionale Marina Pace, l'accordo conferma la volontarietà dell'adesione dei medici a ciclo di scelta alle attività nelle Case della comunità, introduce le Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) con autonomia organizzativa e prevede nuove tutele per i medici convenzionati, tra cui misure per genitorialità, allattamento, adozione e assistenza ai familiari fragili. Lo SMI evidenzia inoltre il riconoscimento economico della presa in carico dei pazienti cronici e la garanzia del riposo compensativo dopo i turni notturni, auspicando ulteriori confronti con la Regione sui punti ancora aperti.
La Fimmg Roma evidenzia che l'accordo è il risultato di un confronto durato circa otto mesi e sviluppato nell'ambito dell'intersindacale costituita da Fimmg, Snami, Smi, FMT e CISL Medici, che ha partecipato alla stesura del testo pur senza sottoscriverlo. L'accordo è stato firmato da Fimmg, Snami, Smi e FMT.
Tra le principali novità previste dal nuovo Air figurano il rafforzamento delle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT), chiamate a coordinare l'attività dei medici di medicina generale e a integrarsi con le Case della comunità, lo sviluppo della medicina di iniziativa, l'ampliamento della diagnostica di primo livello negli studi medici e l'introduzione di nuove modalità di remunerazione collegate al raggiungimento di obiettivi di salute.
L'accordo conferma inoltre la libera scelta del medico da parte dei cittadini e il massimale di 1.500 assistiti, prevedendo specifiche deroghe. Sono inoltre programmati investimenti per il personale di supporto e per l'organizzazione degli studi.
Diversi aspetti applicativi dovranno essere definiti attraverso successivi tavoli tecnici e accordi attuativi, che accompagneranno l'entrata in vigore del nuovo modello organizzativo nelle aziende sanitarie del Lazio.