Cresce il ricorso alle informazioni e ai servizi offerti dal Telefono Verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse (Ist) dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo fa sapere lo stesso Istituto in vista di sabato 20 giugno, giornata in cui si celebreranno i 39 anni di attività con un’apertura straordinaria nella fascia tra le 9 e 13.
Complessivamente, gli esperti hanno risposto a 2.392.607 quesiti e 852.202 telefonate. Nel corso degli anni, le richieste di informazione hanno riguardato soprattutto le modalità di trasmissione dell’Hiv e delle altre Ist (28,6% del totale dei quesiti) e le informazioni sui test diagnostici, sui tempi di esecuzione e sulle strutture pubbliche a cui rivolgersi (25,7%). Tra i temi emergenti registrati nel 2026 figura anche il contrasto alla disinformazione online, un fenomeno che spinge sempre più persone a cercare un confronto diretto con professionisti qualificati.
Il servizio offre servizi in ambito informativo, di orientamento e di supporto specialistico relativi all’HIV/AIDS e alle infezioni sessualmente trasmesse. Tra le attività disponibili rientra la consulenza legale, accessibile il lunedì, il mercoledì e il giovedì dalle ore 13.00 alle ore 18.00. È inoltre attivo un canale dedicato alle persone sorde, attraverso il quale è possibile ricevere informazioni e assistenza specifica. Disponibili, inoltre, una Banca Dati nazionale sui centri diagnostico-clinici, centri per le IST, Check Point community based e case alloggio per persone con AIDS. Infine, il Telefono Verde partecipa alla ReTe AIDS Network, una rete composta da 11 servizi telefonici distribuiti in diverse regioni italiane, finalizzata a garantire un accesso più capillare alle informazioni e al supporto sul territorio nazionale.
L’analisi di 2.285 telefonate e di 7.879 quesiti pervenuti dal 1° gennaio al 10 giugno 2026 evidenzia un trend di crescita delle richieste da parte delle persone con più di 49 anni, che rappresentano oggi il 18,2% delle telefonate ricevute. Oltre la metà delle persone che contattano il servizio (55,2%) lo fa per la prima volta. Tuttavia, non mancano utenti che richiamano più volte per approfondire dubbi e preoccupazioni riguardanti la propria salute sessuale. In alcuni casi si tratta dei cosiddetti “preoccupati sani” (worried well), persone che temono di aver contratto Hiv o altre Ist pur in assenza di reali situazioni di rischio e che necessitano di supporto informativo qualificato da parte del Telefono Verde. Le telefonate provengono principalmente dalle regioni del Centro-Nord (72,3%), seguite dal Sud (21,5%) e dalle Isole (6,2%).
Per aiutare i cittadini a orientarsi tra informazioni corrette e fake news, gli esperti del Telefono Verde hanno elaborato cinque semplici regole per riconoscere le fonti affidabili e informarsi in modo consapevole.
1. Informati con spirito critico: non credere a tutto ciò che leggi online e verifica sempre le informazioni.
2. Affidati a fonti autorevoli: consulta siti e materiali ufficiali, come quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, del Ministero della Salute e Uniticontrolaids.
3. Confrontati con gli esperti: contatta il Telefono Verde e parla direttamente con il personale specializzato dell’Istituto Superiore di Sanità per ricevere informazioni corrette e aggiornate.
4. Parla con il tuo medico di fiducia: in caso di dubbi, puoi confrontarti in modo riservato e ricevere indicazioni affidabili e personalizzate.
5. Proteggi la tua privacy online: quando cerchi informazioni sulle Ist, evita di condividere dati personali o informazioni sanitarie sensibili su siti, forum o social network non affidabili.
“A quasi quarant’anni dalla sua attivazione – afferma Anna Colucci, responsabile dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione e Formazione del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – il Telefono Verde Aids e IST continua a svolgere una funzione strategica nella prevenzione, nell’educazione sanitaria e nell’orientamento ai servizi diagnostici presenti sul territorio. Attraverso interventi personalizzati e aggiornati, il servizio contribuisce a favorire una maggiore consapevolezza dei comportamenti a rischio, a contrastare la disinformazione e a promuovere diagnosi tempestive e un accesso appropriato alle cure”.