L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato il 16 maggio un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC) per il focolaio di Ebola causato dal ceppo Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda. Secondo quanto riferito dall’Oms e riportato da Reuters, il rischio di ulteriore diffusione nei Paesi confinanti viene considerato elevato, mentre restano incertezze sul numero reale dei contagi e sull’estensione geografica dell’epidemia.
Cos’è Ebola?
La malattia da virus Ebola è un’infezione virale grave spesso associata a febbre, dolori muscolari, vomito e diarrea. La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto con fluidi corporei di persone infette, materiali contaminati o soggetti deceduti a causa della malattia.
Quello attuale rappresenta il diciassettesimo focolaio di Ebola registrato nella Repubblica Democratica del Congo dal 1976, anno in cui il virus è stato identificato per la prima volta.
Cos’è il ceppo Bundibugyo?
Bundibugyo è una delle varianti del virus Ebola. Secondo l’Oms, in passato sono stati registrati due precedenti focolai associati a questo ceppo.
L’elemento che preoccupa maggiormente gli esperti è l’assenza di vaccini o terapie approvate specificamente contro il virus Bundibugyo, a differenza di quanto avviene per il ceppo Zaire di Ebola, per il quale sono disponibili contromisure validate.
“Bundibugyo dispone di meno contromisure dimostrate rispetto allo Zaire ebolavirus, per il quale i vaccini si sono dimostrati altamente efficaci nel controllo dei focolai”, ha dichiarato a Reuters Amanda Rojek, associate professor del Pandemic Sciences Institute dell’Università di Oxford.
In quali Paesi è stato rilevato il focolaio?
I governi della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda hanno confermato casi di infezione, con il focolaio attualmente concentrato soprattutto nella RDC.
Gli Africa Centres for Disease Control and Prevention hanno inoltre riferito di attività di monitoraggio transfrontaliero insieme al Sud Sudan per limitare una possibile ulteriore diffusione internazionale.
Quanti casi sono stati segnalati?
Secondo l’Oms sono stati registrati otto casi confermati in laboratorio, 246 infezioni sospette e 80 decessi sospetti.
Un ulteriore caso è stato segnalato a Goma, nell’est della RDC, mentre le autorità ugandesi hanno confermato un secondo caso nel Paese.
L’Oms sottolinea però che esistono ancora “significative incertezze” sul numero reale delle persone infette e sulla diffusione geografica dell’evento.
Esiste un rischio pandemico?
L’Oms ha precisato che il focolaio non soddisfa attualmente i criteri per essere considerato un’emergenza pandemica globale.
L’organizzazione ha però evidenziato un elevato rischio regionale nei Paesi confinanti con la Repubblica Democratica del Congo.
Esistono vaccini o terapie?
Secondo l’Oms non esistono vaccini o terapie approvate specificamente per il ceppo Bundibugyo.
L’assenza di contromisure validate rappresenta uno degli elementi di maggiore attenzione per le autorità sanitarie internazionali.