Un intervento di bypass gastrico su una paziente fragile sfocia in un tragico epilogo dopo quattro giorni di agonia, segnati da dolori intensi e accertamenti tardivi. Il caso solleva nodi giuridici sulla distinzione tra danno biologico terminale e danno da invalidità permanente, nonché sulla quantificazione del danno morale "catastrofale" per la lucida percezione della fine imminente.
Emerge inoltre il dibattito sull'aggiornamento dei criteri tabellari per il danno parentale e sulla risarcibilità del lavoro domestico perduto, tra oneri probatori e presunzioni logiche. Una riflessione profonda sulla dignità del fine vita e l’equità del ristoro economico.
(avv.ennio grassini- www.dirittosanitario.net)