Dall’intelligenza artificiale applicata ai trial clinici alle nuove terapie per Alzheimer e Parkinson, fino alla chirurgia “aumentata” dalla visione artificiale. Saranno questi alcuni dei temi al centro del Clinical Trials Day 2026, la due giorni promossa da Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore e Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola, in programma il 20 e 21 maggio nell’Auditorium della sede romana dell’Università Cattolica. L’evento punta a fare il punto sul ruolo crescente della sperimentazione clinica non solo come strumento di ricerca, ma anche come leva strategica per garantire ai pazienti l’accesso precoce alle terapie innovative. “Negli anni futuri la ricerca clinica non sarà più soltanto ricerca: sarà un nuovo diritto di accesso all’innovazione”, ha affermato Antonio Gasbarrini, commentando i possibili effetti delle nuove politiche internazionali sul mercato farmaceutico. Secondo Gasbarrini, i recenti provvedimenti statunitensi ispirati alla “Most Favored Nation Clause” rischiano infatti di marginalizzare progressivamente il mercato europeo, rallentando l’arrivo dei farmaci innovativi nel continente.
In questo scenario, i trial clinici diventano per i grandi Irccs e gli ospedali universitari uno strumento essenziale per offrire ai pazienti accesso anticipato alle nuove cure. “La sperimentazione clinica rappresenta ormai una vera infrastruttura strategica di tutela della salute pubblica”, ha sottolineato. Tra i focus scientifici del congresso ci saranno le malattie neurodegenerative. Per Alzheimer e Parkinson, spiegano gli organizzatori, la ricerca sta vivendo una nuova fase grazie allo sviluppo di farmaci disease-modifying capaci di agire sui meccanismi biologici della neurodegenerazione, dalla beta-amiloide alla proteina tau fino alla neuroinfiammazione. Centrale sarà il tema della diagnosi precoce attraverso biomarcatori ematici e del monitoraggio dei possibili effetti avversi, come microemorragie ed edemi cerebrali. Ampio spazio sarà dedicato anche all’oncologia di precisione. Nel carcinoma ovarico saranno presentati i progressi degli anticorpi farmaco-coniugati (ADC), mentre nel tumore della prostata l’attenzione sarà rivolta ai radioligandi in grado di colpire selettivamente le cellule tumorali limitando i danni ai tessuti sani. Parallelamente, si parlerà dell’evoluzione delle targeted therapies e delle immunoterapie nei tumori più aggressivi, con trattamenti sempre più costruiti sul profilo molecolare del paziente.
Uno dei temi centrali sarà però il ruolo dell’intelligenza artificiale nella sperimentazione clinica. Gli algoritmi di trial matching consentono oggi di incrociare dati clinici, genomici e database internazionali per identificare rapidamente i pazienti candidabili agli studi clinici, riducendo drasticamente i tempi di arruolamento. “Il trial non è più un evento separato dalla cura ordinaria, ma un’estensione naturale del percorso assistenziale”, ha spiegato Giovanni Arcuri. Secondo Arcuri, l’Ia sta cambiando radicalmente il modo in cui vengono progettati e condotti gli studi clinici. Sul fronte chirurgico, il congresso approfondirà invece il concetto di “chirurgo aumentato”, con sistemi di visione artificiale integrati nella robotica capaci di evidenziare in tempo reale margini tumorali, vasi e strutture nervose invisibili all’occhio umano. “Non si tratta di sostituire la mano del chirurgo, ma di renderla più precisa e consapevole”, ha osservato Sergio Alfieri. Restano però aperte, secondo gli esperti, questioni legate ai costi e alla responsabilità medico-legale in caso di errore degli algoritmi. Nel corso dell’evento sarà inoltre assegnato il Premio “Giovanni Scambia” dedicato ai migliori study nurse, in memoria del professore scomparso nel febbraio 2025. A ricordarlo sarà Anna Fagotti.
Per Alessandro Sgambato, il Clinical Trials Day rappresenta anche un’occasione per riflettere sulla formazione del medico del futuro: “Uno specialista capace di leggere i dati, dialogare con l’intelligenza artificiale e mantenere al centro la relazione di cura”.