Fratelli d’Italia si dice contraria all’ipotesi di trasformare i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta in dipendenti pubblici. La posizione è stata rilanciata dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ribadisce come “la via prioritaria non può che essere la convenzione”, indicando come obiettivo la piena operatività delle Case di comunità previste dal Pnrr.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Gemmato ha spiegato che il confronto tra ministero, Regioni e rappresentanti dei medici dovrà portare a soluzioni per rendere operative entro giugno le strutture territoriali finanziate con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il sottosegretario collega il modello convenzionato anche alla strategia di rafforzamento della sanità territoriale e alla riduzione delle liste d’attesa.
Sul tema è intervenuta anche la Fimmg, che in una nota definisce “positivo” il chiarimento politico di Fratelli d’Italia sul mantenimento del rapporto convenzionale per la medicina generale e la pediatria di libera scelta. “È una posizione che Fimmg condivide e che corrisponde alla natura stessa del nostro lavoro”, scrive il sindacato, indicando come priorità il pieno coinvolgimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità all’interno del modello convenzionale.
La federazione sottolinea inoltre che “la sfida vera – resa urgente dalla scadenza degli obiettivi Pnrr – è rendere le Case di comunità presidi realmente funzionanti per i cittadini” e annuncia la volontà di partecipare al confronto con “spirito costruttivo” e proposte operative.
La presa di posizione della Fimmg si aggiunge alle dichiarazioni già espresse dagli altri sindacati della medicina generale nel confronto sulla riforma del settore. Lo Smi ha ribadito che “la riforma della medicina generale si fa con i medici e non nonostante i medici”, annunciando possibili iniziative di mobilitazione in caso di “impostazioni unilaterali”. Anche lo Snami ha espresso contrarietà a modelli basati su “imposizioni orarie standardizzate o automatismi organizzativi”, sostenendo che la medicina generale debba restare fondata sulla libera scelta del cittadino e sulla continuità della presa in carico.