Il consumo di soluzione idroalcolica per l’igiene delle mani negli ospedali italiani resta ancora ben al di sotto degli standard raccomandati. A lanciare l’allarme è l’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata mondiale dell’igiene delle mani, che si celebra il 5 maggio, sottolineando un calo progressivo dei livelli di utilizzo in tutte le aree di degenza. Secondo i dati del sistema di sorveglianza coordinato dall’Iss, nel 2024 il consumo mediano nazionale si è attestato a 9,9 litri per 1.000 giornate di degenza ospedaliera, un valore stabile rispetto all’anno precedente ma ancora lontano dallo standard di 20 litri indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Alla rilevazione hanno partecipato 720 strutture sanitarie distribuite in tutte le Regioni e Province autonome.
Le differenze tra le diverse aree assistenziali restano marcate: i consumi più elevati si registrano nelle terapie intensive (37,9 litri per 1.000 giornate di degenza), mentre risultano particolarmente bassi in ambiti come l’ortopedia (8,3 litri). Un quadro che evidenzia margini di miglioramento significativi nell’adozione delle pratiche di igiene. “L’igiene delle mani è uno strumento fondamentale per prevenire la trasmissione di microrganismi, comprese le forme resistenti agli antibiotici, e rappresenta un pilastro nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza”, ricordano gli esperti. Un gesto semplice, ma determinante per la sicurezza di pazienti e operatori sanitari.
Il calo dell’attenzione emerge anche nella popolazione generale: solo il 19% degli italiani utilizza abitualmente gel disinfettanti, in diminuzione rispetto agli anni precedenti, mentre la frequenza dei lavaggi quotidiani si mantiene su livelli inferiori rispetto al periodo post-pandemico.
Il tema si inserisce in un contesto più ampio di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza: secondo quanto richiamato dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali su dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in Europa si stimano circa 4,3 milioni di infezioni ogni anno, con un paziente ricoverato su 14 coinvolto e una quota crescente di microrganismi resistenti agli antibiotici.
Per la diciottesima edizione della Giornata mondiale, l’Oms richiama operatori e strutture a rafforzare le misure di prevenzione e controllo delle infezioni. Lo slogan 2026, “Action save lives”, punta a rilanciare l’attenzione su pratiche essenziali per ridurre il rischio di infezioni e migliorare la sicurezza delle cure.
In questo contesto, l’Iss annuncia anche la riapertura di due corsi di formazione a distanza sulla piattaforma Eduiss, disponibili dal 5 maggio al 10 dicembre 2026. I percorsi formativi, gratuiti, mirano a diffondere le buone pratiche secondo le linee guida internazionali e a promuovere una cultura della sicurezza nelle strutture sanitarie. Tra questi, il corso “L’igiene delle mani per la prevenzione e controllo delle infezioni in ambito assistenziale (III edizione)” è dedicato al rafforzamento delle conoscenze sui principi base dell’igiene delle mani e sul suo ruolo nel contrasto alle infezioni correlate all’assistenza e all’antibiotico-resistenza. L’obiettivo, sottolinea l’Iss, è colmare il gap tra raccomandazioni e pratica clinica quotidiana, rafforzando uno degli interventi più efficaci e a basso costo per migliorare la qualità dell’assistenza.