Un audit interno sull’intervento di trapianto cardiaco pediatrico eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli indica una sequenza di criticità tecniche e organizzative nella fase di trasporto e gestione dell’organo donato, con possibili implicazioni sulla sua conservazione. La ricostruzione, riportata da Repubblica, si basa sui verbali dell’indagine aziendale avviata dopo l’evento.
La ricostruzione, basata sui verbali dell’indagine interna, descrive il viaggio dell’organo da Bolzano alla Campania e l’arrivo in sala operatoria. Tra gli elementi segnalati figurano l’utilizzo di un contenitore ritenuto datato, l’integrazione del ghiaccio durante il trasporto e la presenza di materiale refrigerante non idoneo, con il rischio di temperature inferiori a quelle previste per la conservazione cardiaca. L’organo sarebbe giunto in sala operatoria inglobato nel ghiaccio, circostanza che avrebbe fatto emergere il sospetto di un danno da congelamento.
L’audit richiama inoltre aspetti legati alla comunicazione intraoperatoria e alla verifica delle procedure prima dell’avvio della cardiectomia del ricevente, indicando un possibile “deficit comunicativo e procedurale” nella gestione dell’evento. L’intervento è stato comunque eseguito, ma la funzionalità dell’organo è risultata compromessa, rendendo necessario il ricorso a supporti avanzati e la richiesta di un nuovo cuore.
Sulla vicenda la Procura ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose nei confronti di professionisti coinvolti nelle fasi di espianto e trapianto. Restano in corso gli accertamenti per definire eventuali responsabilità e per valutare l’aderenza ai protocolli di conservazione e trasporto degli organi.