La vaccinazione contro il virus Chikungunya dovrebbe entrare tra gli adempimenti da pianificare prima della partenza verso aree a rischio: è il messaggio lanciato dalla Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (SIMVIM), che ha presentato nuove indicazioni per la profilassi rivolte ai viaggiatori diretti in Paesi dove sono in corso epidemie — tra cui Cuba, Brasile e altre zone dell’America Latina e dell’Asia — o dove si è registrata trasmissione negli ultimi cinque anni. Le raccomandazioni, illustrate durante il webinar tecnico-scientifico “Chikungunya, dalla patologia alla prevenzione”, sono state sviluppate in collaborazione con la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SITI). Il documento chiarisce che la vaccinazione è fortemente raccomandata per chiunque si rechi in aree con epidemie attive e consigliata per soggiorni in territori con circolazione recente del virus, soprattutto in presenza di età avanzata o comorbidità.
Secondo il presidente SIMVIM Andrea Rossanese, la profilassi va valutata prescindendo dalla durata del soggiorno: il rischio di puntura di zanzara — vettore della malattia — può verificarsi in qualsiasi momento. L’approccio suggerito invita inoltre a considerare il rischio in modo cumulativo, includendo anche i viaggi frequenti verso zone endemiche. Da qui l’indicazione a rivolgersi almeno due settimane prima della partenza a un ambulatorio di medicina dei viaggi, rete che conta oltre 200 punti di riferimento sul territorio nazionale. La strategia sottolinea la società scientifica, punta a trasformare la prevenzione da risposta emergenziale a sistema strutturato, anche per limitare l’insorgenza di focolai autoctoni in Europa. Il documento si allinea alle indicazioni di organismi internazionali e istituzioni sanitarie di altri Paesi. In generale, le autorità sanitarie internazionali raccomandano la vaccinazione per i viaggiatori diretti verso aree con focolai attivi o rischio elevato di esposizione, con valutazioni individualizzate su destinazione e durata del soggiorno.
Il virus, trasmesso da zanzare Aedes, provoca febbre e dolori articolari anche invalidanti e non dispone di terapia specifica, rendendo centrale la prevenzione. La gestione clinica è principalmente sintomatica e la vaccinazione, insieme alla protezione dalle punture, rappresenta uno degli strumenti disponibili per ridurre il rischio di infezione. Nel webinar, il past president SIMVIM Alberto Tomasi ha richiamato l’impatto dei cambiamenti climatici nella diffusione delle arbovirosi e l’importanza del nuovo vaccino monodose come strumento di sanità pubblica. A livello internazionale sono disponibili vaccini destinati ai viaggiatori a rischio, generalmente somministrati in dose singola e indicati soprattutto in presenza di esposizione in aree con epidemie o elevata circolazione virale. A supporto delle raccomandazioni è stata presentata anche la testimonianza di un paziente che ha contratto l’infezione durante un viaggio a Cuba, con un decorso segnato da febbre elevata e dolori articolari prolungati. Un caso emblematico per ribadire, secondo SIMVIM, il valore della consulenza preventiva e della vaccinazione per chi si reca in zone endemiche.