In Italia sono tra 12.000 e 18.000 gli infermieri impegnati nell’assistenza ai pazienti oncologici, con una presenza femminile stimata tra il 65% e il 70%. I dati sono stati richiamati da Nursing Up in occasione del World Cancer Day, per sottolineare il ruolo sempre più centrale della professione infermieristica nella gestione dei percorsi di cura oncologici.
Secondo il sindacato, l’aumento della sopravvivenza dopo una diagnosi di tumore e la crescente complessità dei trattamenti rendono indispensabile rafforzare il contributo degli infermieri oncologici, sia sul piano clinico-assistenziale sia su quello relazionale. «Gli infermieri rappresentano un punto di riferimento costante per il paziente e per la famiglia lungo tutto il percorso di cura», afferma Antonio De Palma, presidente di Nursing Up.
Il comunicato richiama i dati epidemiologici più recenti, che indicano una crescita delle persone che convivono con una diagnosi di tumore, e sottolinea come questo fenomeno si traduca in un aumento dei bisogni assistenziali, soprattutto nelle fasi di trattamento attivo e nel follow-up. In questo contesto, il ruolo infermieristico viene descritto come determinante non solo per la somministrazione delle terapie, ma anche per il supporto alla gestione degli effetti collaterali e per la continuità dell’assistenza.
Nursing Up evidenzia inoltre la necessità di investire in formazione specialistica, riconoscimento delle competenze e adeguati modelli organizzativi, per garantire standard assistenziali omogenei sul territorio nazionale. Secondo il sindacato, la valorizzazione degli infermieri oncologici rappresenta un elemento chiave per migliorare la qualità della presa in carico e sostenere il lavoro delle équipe multidisciplinari.