La Fnomceo valuta positivamente la proposta del Governo di limitare la responsabilità professionale dei medici ai soli casi di colpa grave. La posizione è stata espressa ieri, 22 gennaio, dal vicepresidente Giovanni Leoni nel corso dell’audizione in Commissione Affari sociali della Camera sul disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie.
Nel ribadire l’apprezzamento per l’impostazione del provvedimento, Leoni ha richiamato la necessità di una definizione puntuale del concetto di colpa grave e delle modalità di accertamento, per evitare incertezze applicative. La richiesta è accompagnata dall’esigenza di interventi concreti sul piano organizzativo, legislativo e culturale, finalizzati a rafforzare i sistemi di valutazione e gestione del rischio clinico e a migliorare la sicurezza delle cure.
Secondo quanto riportato dalla nota della Federazione, una quota molto elevata dei procedimenti giudiziari si conclude senza responsabilità accertata: il 97–98% delle cause contro i professionisti termina infatti con assoluzione o archiviazione, dato attribuito alla stessa Fnomceo. L’obiettivo dichiarato è ridurre il contenzioso infondato e favorire un contesto di maggiore certezza per l’esercizio professionale.
Nel corso dell’audizione è stato inoltre ribadito il tema del finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Leoni ha sottolineato la necessità di un adeguato incremento del Fondo sanitario nazionale in relazione alla dinamica della spesa, richiamando le valutazioni della Corte dei conti e dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Il riferimento è alla tutela dell’universalità, dell’uguaglianza e dell’equità nell’accesso alle cure e al contrasto delle disuguaglianze di salute.
Sul piano dell’assetto istituzionale, la Fnomceo ha sollecitato un rafforzamento della governance del ministero della Salute e una revisione della Legge n. 3 del 2018, la cosiddetta Legge Lorenzin. Tra i temi indicati figurano la formazione, la sicurezza delle cure, le applicazioni dell’intelligenza artificiale in medicina, l’equo compenso e le società tra professionisti. È stata inoltre avanzata la proposta di una gestione della contrattazione maggiormente ricondotta alla responsabilità primaria del ministero della Salute, in raccordo con gli altri dicasteri competenti.
Il disegno di legge è attualmente all’esame parlamentare.