Attualità
Influenza
09/01/2026

Influenza e virus respiratori, Iss: cala l’incidenza ma i casi restano alti

Iss: lieve flessione delle infezioni acute, ma serve attendere i prossimi dati. Più colpiti i bambini piccoli, alta l’intensità in alcune Regioni

virus-respiratori

Prosegue il calo delle infezioni respiratorie acute in Italia. Nell’ultima settimana di monitoraggio, dal 29 dicembre al 4 gennaio, l’incidenza totale delle ARI nella comunità è stata pari a 14,1 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente (14,5). È quanto emerge dal rapporto RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, pubblicato oggi e disponibile da quest’anno anche in forma interattiva. Secondo le stime, i nuovi casi registrati nella settimana sono stati circa 803mila, portando il totale dall’inizio della sorveglianza stagionale a circa 7,5 milioni di casi. L’Iss avverte però che i dati potrebbero sottostimare la reale circolazione dei virus influenzali, a causa della possibile riduzione di visite mediche e segnalazioni legata alle festività natalizie.

L’incidenza più elevata si osserva nella fascia di età 0-4 anni, con circa 37 casi per 1.000 assistiti. “La flessione nella curva che vediamo in queste settimane sembra essere più evidente rispetto agli anni scorsi nello stesso periodo”, spiegano gli esperti del Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss. “Bisognerà però attendere il prossimo bollettino per capire se l’andamento discendente proseguirà o se i casi torneranno a salire, e in quest’ultimo caso se supereranno i livelli raggiunti nelle scorse settimane”. Sul fronte territoriale, l’intensità dell’incidenza risulta: molto alta in Campania, alta in Sicilia e Marche, media in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia e Umbria, bassa nelle restanti Regioni. L’Iss ricorda che il recente cambio di definizione di caso, da sindrome simil-influenzale (ILI) a infezione respiratoria acuta (ARI), rende difficile il confronto diretto con le stagioni precedenti e con le soglie di intensità storiche.

Nella settimana 2026-01, il tasso di positività per influenza nella comunità è pari al 17%, mentre sale al 40,5% nel flusso ospedaliero, segno di una maggiore concentrazione dei casi più severi nelle strutture sanitarie. La sorveglianza delle forme gravi e complicate indica, per la settimana 52 (22-28 dicembre, ultimi dati consolidati), un numero di casi simile a quello registrato nello stesso periodo della stagione precedente. Il sottotipo più frequentemente riscontrato tra i casi gravi è A(H1N1)pdm09, e la maggior parte delle infezioni riguarda persone non vaccinate. Per quanto riguarda la caratterizzazione virologica, nella comunità prevalgono nettamente i virus A(H3N2) rispetto agli A(H1N1)pdm09, una tendenza confermata anche nel flusso ospedaliero. Nessun campione è risultato positivo a virus influenzali di tipo A “non sottotipizzabili” come stagionali, un elemento che esclude al momento segnali di circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento mostrano che, tra i ceppi A(H3N2) attualmente circolanti in Italia, il subclade K è largamente prevalente. Per i ceppi H1N1pdm09, invece, tutti appartengono al subclade D.3.1, incluso nel clade 5a.2a.1 che comprende anche i ceppi vaccinali. La stagione 2025-2026 segna un’importante novità per RespiVirNet: l’adozione della definizione clinica di infezione respiratoria acuta (ARI), in linea con quella utilizzata a livello europeo dall’Ecdc. La nuova definizione, più ampia rispetto alle precedenti ILI, consente di monitorare in modo più accurato non solo l’influenza, ma anche gli altri virus respiratori, offrendo una fotografia più completa della circolazione virale nella popolazione.

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