Il 2025 è stato segnato da forti tensioni politiche e da scelte che, negli Stati Uniti, hanno inciso sul finanziamento della ricerca e sulle politiche sanitarie. Accanto a questo scenario, Nature dedica però un articolo di bilancio ad alcune storie scientifiche positive dell’anno, mettendo in evidenza progressi che hanno avuto ricadute concrete in ambito medico e di salute pubblica.
Uno dei capitoli centrali riguarda le terapie avanzate e il gene editing. Il 2025 viene definito da Nature come un anno di svolta per queste tecnologie, con l’avvio e il completamento di numerosi studi clinici. Tra i risultati citati figura la prima terapia genica per la malattia di Huntington, che ha mostrato un rallentamento del declino cognitivo nei partecipanti allo studio. Sempre in ambito oncologico, un nuovo approccio di CAR-T di ultima generazione, basato su tecnologie di editing genetico, ha portato alla remissione della maggior parte dei pazienti coinvolti in una sperimentazione su leucemia linfoblastica acuta a cellule T.
L’articolo ricorda anche il primo utilizzo clinico di una tecnologia CRISPR personalizzata su singolo paziente, insieme ad altri studi che hanno aperto la strada a strategie terapeutiche mirate per malattie rare, tra cui un disordine immunitario e una mutazione genetica responsabile di danni polmonari ed epatici. Secondo Nature, questi risultati hanno dimostrato la possibilità di sviluppare terapie specifiche per singole mutazioni e il ruolo della collaborazione tra ricerca accademica e industria.
Ampio spazio è dedicato alle malattie infettive e alla sanità pubblica. Nel settembre 2025 un focolaio di Ebola nella provincia del Kasai, nella Repubblica Democratica del Congo, è stato contenuto in quarantadue giorni. Nature attribuisce il risultato a una risposta rapida dei servizi sanitari locali, all’avvio tempestivo della vaccinazione e all’utilizzo di terapie con anticorpi monoclonali, insieme al tracciamento dei contatti e al coinvolgimento delle comunità.
Sempre sul fronte delle malattie infettive, l’articolo segnala l’approvazione da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità del primo trattamento antimalarico per lattanti, un passaggio rilevante considerando che i bambini sotto i cinque anni rappresentano circa il 75% dei decessi globali per malaria. Nel 2025 è stato inoltre completato uno studio di fase III su un nuovo farmaco antimalarico che ha mostrato un’efficacia superiore al 97% e la capacità di eliminare parassiti resistenti ai trattamenti tradizionali.
Tra le storie positive citate da Nature rientra anche la riduzione delle allergie alimentari in età pediatrica negli Stati Uniti. Un’analisi pubblicata nel 2025 ha documentato un calo del 43% della prevalenza di allergia alle arachidi nei bambini sotto i tre anni rispetto al 2012, in seguito al cambiamento delle linee guida che hanno promosso l’introduzione precoce degli allergeni nella dieta infantile. La stessa strategia è stata associata a una riduzione di altre allergie alimentari.
L’articolo di Nature si inserisce nel quadro delle iniziative editoriali di fine anno della rivista, che comprendono anche la selezione “Nature’s 10”, e propone una lettura del 2025 focalizzata sui risultati scientifici che, nonostante un contesto complesso, hanno prodotto avanzamenti concreti per la medicina e la salute globale.