In Inghilterra i medici specializzandi del Servizio sanitario nazionale (Nhs) hanno annunciato un nuovo sciopero di cinque giorni a partire dalle 7 del mattino di venerdì 14 novembre. La protesta, proclamata dalla British Medical Association (Bma), punta a ottenere un piano credibile per il ripristino dei livelli retributivi e l’ampliamento dei posti di lavoro.
Secondo la Bma, i cosiddetti junior doctors rappresentano circa la metà dei medici attivi nel Nhs. L’annuncio segue un incontro tra i rappresentanti sindacali e il segretario di Stato per la Salute Wes Streeting, tenutosi il 13 ottobre, che non ha portato a un’intesa sulle richieste della categoria.
Il presidente del comitato dei medici specializzandi della Bma, Jack Fletcher, ha definito la situazione “deludente, ma non irrecuperabile”. “Non è qui che volevamo essere — ha dichiarato —. Abbiamo discusso con il governo per porre fine allo scandalo dei medici disoccupati, proponendo un piano che prevedesse il recupero graduale dei tagli agli stipendi e un aumento di appena una sterlina all’ora per i prossimi quattro anni. Le nostre richieste sono ragionevoli e nell’interesse dei pazienti, perché favorirebbero la permanenza dei medici nel Nhs”.
Fletcher ha aggiunto che il governo “non sembra intenzionato” a percorrere questa strada, lasciando come unica opzione lo sciopero. «Streeting ha ereditato un Servizio sanitario nazionale indebolito da decenni di sottofinanziamento — ha sottolineato —. Ma ripristinare gli stipendi e creare nuovi posti di lavoro e formazione è la condizione per costruire un sistema più equo e sostenibile».
Intervenendo alla BBC, Streeting ha ribadito che il governo “non sarà ostaggio degli scioperi” e che “non accetterà di essere ricattato da chi danneggia i pazienti”. Il ministro ha escluso nuovi aumenti salariali, ricordando che gli specializzandi hanno già ricevuto incrementi complessivi “prossimi al 30% negli ultimi tre anni”.
Streeting ha precisato che il governo è pronto a discutere un piano per aumentare i posti di formazione specialistica e sostenere spese come quelle per gli esami, ma che “non è possibile farlo se si devono destinare 250 milioni di sterline per coprire i costi degli scioperi”. Ha inoltre definito l’azione di protesta “priva di sostegno pubblico” e “dannosa per i pazienti”, citando l’impatto delle precedenti agitazioni sulle liste d’attesa, salite a 6,26 milioni di persone in agosto.
In risposta, la Bma ha accusato il governo di “giocare con la vita dei medici e dei pazienti”, ribadendo che basterebbe “una proposta credibile” per evitare lo sciopero. L’associazione ha ricordato che le retribuzioni dei resident doctors restano inferiori di circa un quinto rispetto al 2008, al netto dell’inflazione, e che “ogni anno migliaia di professionisti lasciano il Regno Unito per lavorare all’estero”.
La vertenza, la tredicesima dall’inizio del 2023, rischia di causare nuove interruzioni nei reparti ospedalieri e nelle strutture di emergenza, aggravando le difficoltà già registrate nel sistema sanitario inglese.
La mobilitazione si inserisce in una lunga serie di conflitti tra governo e professionisti sanitari nel Regno Unito, dove le politiche di contenimento della spesa pubblica hanno ridotto in modo significativo il potere d’acquisto dei medici e il numero di posizioni disponibili, con ripercussioni sull’attrattività della professione.