Firmato oggi, 27 ottobre, il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità 2022-2024, che interessa oltre 581mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale tra infermieri, tecnici, amministrativi e personale sanitario non medico. L’intesa è stata sottoscritta all’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) da Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up, mentre Cgil e Uil hanno scelto di non firmare il testo, come già avvenuto per la preintesa dello scorso giugno. Per Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, “si tratta di un risultato positivo al termine di una trattativa complessa. Il contratto rappresenta una buona base di partenza per il prossimo Ccnl 2025-2027, in continuità con il percorso di valorizzazione del personale sanitario”.
Il nuovo contratto prevede un aumento medio mensile di circa 172 euro per tredici mensilità e introduce numerose innovazioni normative ed economiche. L’obiettivo – si legge nella sintesi diffusa dall’Aran – è “migliorare le condizioni di lavoro e valorizzare le competenze professionali”, in continuità con il precedente rinnovo. Tra le novità più significative, l’ampliamento della platea dei dipendenti ammessi all’area di elevata qualificazione: oltre ai laureati magistrali con almeno tre anni di incarico di funzione, potranno accedervi anche i laureati triennali con almeno sette anni di incarico o i titolari di titoli equipollenti con analoga esperienza. Il contratto introduce inoltre, in via sperimentale, la possibilità di articolare l’orario settimanale di 36 ore su quattro giorni, su base volontaria e garantendo comunque la qualità dei servizi. Previsto anche il riconoscimento del buono pasto in lavoro agile e la priorità di accesso allo smart working per lavoratori con disabilità o che assistono familiari disabili.
Un’altra novità è la creazione del nuovo profilo di “assistente infermiere”, figura intermedia tra le aree dei Professionisti della salute e degli Operatori, istituita in attuazione dell’accordo Stato-Regioni. Il contratto aggiorna anche le indennità di specificità infermieristica e di tutela del malato, oltre a quella di pronto soccorso, con un nuovo meccanismo di distribuzione delle risorse fra le Regioni per garantire il pieno utilizzo dei fondi disponibili. Spazio anche a politiche di age management per sostenere il personale con età media elevata, come la possibilità di fruire delle ferie a ore o di accedere, in casi particolari, a part-time temporaneo in deroga alle graduatorie. Introdotte inoltre nuove tutele per chi subisce aggressioni da parte di terzi, con patrocinio legale a carico dell’azienda e, su richiesta, supporto psicologico. Infine, vengono disciplinate le prestazioni aggiuntive e la collaborazione alla libera professione intramuraria del dirigente sanitario, con l’obiettivo di rendere più flessibile l’organizzazione del lavoro.