“Dopo due stagioni da record, anche quest’anno ci aspettiamo una circolazione sostenuta di virus influenzali e di altri patogeni respiratori, tra cui rhinovirus, SARS-CoV-2 e virus respiratorio sinciziale, con un impatto che potrebbe coinvolgere fino a 16 milioni di italiani”. Lo ha dichiarato Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano, intervenendo all’evento di Assosalute–Federchimica sulla stagione influenzale 2025-2026.
Secondo i dati presentati, i casi potrebbero aumentare già da metà ottobre, con un picco invernale e un rischio concreto di pressione sui servizi sanitari, soprattutto per bambini, anziani e persone fragili.
La nuova indagine Human Highway per Assosalute evidenzia che oltre l’80% degli italiani riconosce l’importanza di una automedicazione responsabile con farmaci da banco, da accompagnare a informazioni corrette e, se necessario, al consulto di medico o farmacista. Tuttavia, l’uso inappropriato di antibiotici resta diffuso, in particolare tra i più giovani: «Gli antibiotici – ha avvertito Pregliasco – vanno prescritti solo in caso di complicanze batteriche. L’abuso non è utile contro i virus e favorisce l’antibiotico-resistenza».
Per la gestione dei sintomi, i farmaci da banco restano la prima scelta (64,4%), seguiti da integratori e vitamine (16,9%). Cresce la fiducia nel medico di famiglia, indicato come riferimento dal 64,6% degli intervistati, mentre i giovani ricorrono più frequentemente a internet o strumenti di intelligenza artificiale per informazioni.
Sul fronte prevenzione, il 59% degli italiani riconosce l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, ma solo il 36,6% dichiara di volerla effettuare. La propensione è maggiore tra gli over 65, mentre tra i giovani prevale la motivazione di proteggere i propri cari. «Il vaccino – ha ribadito Pregliasco – non elimina del tutto il rischio di ammalarsi, ma riduce le complicanze e resta la misura più efficace per proteggere sé stessi e la comunità».