Con il via libera definitivo del Senato, il disegno di legge sull’intelligenza artificiale diventa legge. Il provvedimento, collegato alla manovra, disciplina principi, regole e deleghe per l’adeguamento al regolamento europeo (AI Act), fissando paletti chiari sull’uso dei sistemi di AI in sanità.
In ambito sanitario, l’articolo 7 del testo stabilisce che l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale deve contribuire a migliorare prevenzione, diagnosi e cura “nel rispetto dei diritti, delle libertà e della sicurezza delle persone”. L’AI viene espressamente definita come supporto ai processi clinici, senza sostituire le decisioni che restano “sempre rimesse agli esercenti la professione medica”.
Un passaggio accolto con favore dalla Fnomceo. “Oggi è un buon giorno per i medici e per i cittadini – ha commentato il presidente Filippo Anelli –. La legge chiarisce in maniera inequivocabile che prevenzione, diagnosi, cura e scelta terapeutica spettano al medico. L’IA deve essere uno strumento prezioso nelle mani del professionista, orientato al bene della persona e alla sicurezza delle cure”.
Anelli ha sottolineato anche l’importanza della coincidenza con la Giornata mondiale per la sicurezza del paziente: “Presupposto imprescindibile è che l’IA sia un ausilio, non un sostituto. La legge definisce con chiarezza gli ambiti di utilizzo, valorizzando la professione medica”.
La Federazione ha inoltre espresso apprezzamento per le misure che promuovono ricerca e formazione e per l’introduzione di sanzioni penali sugli usi distorti dell’AI, come i deepfake a scopo fraudolento in ambito sanitario.
“Con questa legge – ha concluso Anelli – l’Italia si allinea all’AI Act europeo, ma allo stesso tempo rafforza il ruolo del medico nei sistemi sanitari, tutelando sicurezza e diritti dei cittadini”.