Il Ministero della Salute ha introdotto nuove misure di sorveglianza per le persone provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda in relazione all'epidemia di Ebola da virus Bundibugyo. L'ordinanza, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, prevede l'obbligo di trasmettere entro 24 ore una dichiarazione al Dipartimento di prevenzione della ASL competente per chiunque abbia soggiornato nelle aree interessate nei 21 giorni precedenti l'ingresso in Italia.
La circolare allegata all'ordinanza definisce inoltre cinque livelli di rischio per i viaggiatori asintomatici, dal rischio molto basso al rischio molto alto, sulla base delle esposizioni riferite e della provenienza. Le misure previste comprendono educazione sanitaria, monitoraggio attivo, quarantena o, nei casi a rischio molto elevato, trasferimento in biocontenimento allo Spallanzani di Roma.
Per i viaggiatori che sviluppano sintomi entro 21 giorni dal rientro è previsto l'autoisolamento immediato e il contatto con le autorità sanitarie. In caso di sospetto caso a bordo di un aeromobile, l'unico scalo autorizzato all'atterraggio sanitario è l'aeroporto di Roma Fiumicino.
Le misure arrivano mentre l'Organizzazione mondiale della sanità (Om) segnala una crescita dell'epidemia. Secondo l'ultimo aggiornamento, al 29 maggio nei due Paesi sono stati registrati 134 casi confermati e 18 decessi tra i casi confermati, con un incremento rispetto al precedente report del 21 maggio.
L'Oms evidenzia inoltre l'espansione geografica della trasmissione e le difficoltà operative nel tracciamento dei contatti e nella gestione dell'emergenza nelle aree colpite della Repubblica Democratica del Congo. Le autorità nazionali e i partner internazionali stanno rafforzando sorveglianza, laboratori, controllo delle infezioni e strutture di trattamento.
Il Ministero ricorda che la provenienza da un Paese interessato dall'epidemia non è di per sé sufficiente per definire un caso sospetto e che la valutazione deve considerare quadro clinico, storia di viaggio ed eventuali esposizioni a rischio.