Nella stagione influenzale 2024-2025 in Italia sono stati registrati 601 ricoveri in Terapia intensiva per influenza, con 134 decessi. Lo segnala il nuovo rapporto della Sorveglianza Integrata Sari dell’Istituto superiore di sanità (Iss). La maggior parte dei casi gravi e dei decessi ha riguardato persone non vaccinate.
La sorveglianza si basa sulle segnalazioni ospedaliere di gravi infezioni respiratorie acute (Sari) e sindromi da distress respiratorio acuto (Ards), ricoverate nei reparti di Terapia intensiva o sottoposte a Ecmo, in cui sia stata confermata l’infezione da virus influenzale.
Secondo il rapporto, il sottotipo A(H1N1)pdm09 è stato il più diffuso. L’andamento dei casi è risultato simile alle stagioni precedenti, con un picco registrato nella prima settimana del 2025. La fascia d’età più colpita è stata quella tra i 60 e i 79 anni, con una prevalenza nei pazienti di sesso maschile. La maggior parte presentava una o due comorbidità, in particolare malattie cardiovascolari.
Il 77,4% dei casi gravi e la maggior parte dei decessi hanno riguardato persone non vaccinate.
Tra le Regioni, l’incidenza più alta di Sari è stata registrata in Val d’Aosta (40,7 per milione di abitanti), seguita da provincia di Bolzano (26,3), Toscana e provincia di Trento. Le più basse in Campania (0,7), Sicilia (1,5) e Sardegna (1,9).
Il numero complessivo di casi è in calo rispetto agli 820 della stagione 2023-2024, mentre il massimo dall’inizio della sorveglianza resta quello del 2018-2019 con 965 casi.
“Questi dati, quando siamo ormai vicini all’autunno e all’inizio della stagione in cui aumentano le infezioni respiratorie, confermano che l’influenza, soprattutto in persone fragili per diverse condizioni concomitanti, può portare a conseguenze gravi – ha dichiarato Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento Malattie infettive dell’Iss –. Raccomandiamo pertanto di vaccinarsi, secondo le indicazioni del ministero della Salute, per ridurre i rischi soprattutto in queste persone”.