Sono sette le vittime nel Lazio legate al virus West Nile e sedici in tutta Italia. L’ultimo decesso registrato nella regione è quello di un uomo di 77 anni, residente a Velletri, morto all’Ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola dopo un ricovero in terapia intensiva. L’altra vittima è un’83enne di Pontinia, deceduta all’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. La situazione legata al virus West Nile in Italia continua a destare attenzione. Secondo l'ultimo bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità, il numero totale delle infezioni da West Nile virus (WNV) ha raggiunto quota 173 casi dall’inizio del 2025, con 84 nuovi casi solo nell’ultima settimana. Di questi, ben 106 casi sono stati registrati nel Lazio, con un picco di contagi in provincia di Latina (Aprilia, Cisterna, Norma, Pontinia, Sezze e Terracina), ma anche positività a Lanuvio, Nettuno e ora anche un primo caso confermato a Roma: una donna di 77 anni, ricoverata allo Spallanzani, con possibile esposizione nella zona dell’Infernetto.
Il Campidoglio ha risposto prontamente: nella mattinata del 7 agosto si è tenuta una riunione con tutte le istituzioni coinvolte, tra cui il sindaco Roberto Gualtieri, le assessore Alfonsi e Funari, l’AMA, la Polizia Locale e la Protezione Civile. Roma Capitale ha annunciato l’intensificazione del piano anti-zanzare, già avviato a marzo, che prevede interventi mirati su indicazione delle Asl. Il Comune ricorda l’ordinanza del sindaco di aprile 2025, che impone ai cittadini e ai proprietari immobiliari azioni specifiche per prevenire il proliferare degli insetti. Intanto, anche la Regione Lazio ha esteso le misure di prevenzione e contenimento a sud della Capitale, dopo l’accertamento del caso romano, e si prepara a ulteriori azioni in collaborazione con le autorità sanitarie locali. Tra i 173 casi casi confermati dall'Iss, 72 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (2 in Piemonte, 2 in Lombardia, 4 in Veneto, 1 in Friuli-Venezia Giulia, 2 in Emilia-Romagna, 37 nel Lazio, 21 in Campania, 1 in Basilicata, 1 in Sardegna), 14 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 85 casi di febbre, 1 caso asintomatico e 1 caso sintomatico. La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive finora segnalate, è pari al 15% (nel 2018 20%, nel 2024 14%). Tuttavia, il ministro della Salute Orazio Schillaci, durante un'informativa al Senato, ha sottolineato che la situazione non è più grave rispetto ad altre stagioni epidemiche: nel 2018 si registrarono 618 casi e 49 decessi, mentre nel 2022 728 casi e 51 morti. Anche nel 2024 i casi esplosero in autunno, da 28 a fine luglio fino a 484 a novembre. Il 12 agosto una delegazione del Ministero della Salute sarà a Latina e Caserta per un incontro con le autorità locali, in vista di ulteriori interventi coordinati.
L’ISS e gli esperti continuano a rinnovare l’appello alla prevenzione: evitare ristagni d’acqua, utilizzare repellenti, proteggere le persone fragili e, in caso di febbre, contattare tempestivamente il medico. Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento di malattie infettive dell’ISS, sottolinea che non ci sono segnali allarmanti ma è necessario mantenere alta l’attenzione. In Emilia-Romagna, intanto, prosegue un monitoraggio attivo tramite trappole per zanzare, in particolare nel territorio modenese, con analisi condotte dall’Istituto zooprofilattico di Reggio Emilia. Il bollettino ISS del 7 agosto segnala anche 111 casi confermati di dengue, di cui 107 casi associati a viaggi all'estero e 4 casi autoctoni. Dal 1 gennaio al 29 luglio 2025 (aggiornamento mensile), al sistema di sorveglianza nazionale risultano 32 casi confermati di chikungunya, di cui 30 associati a viaggi all'estero e 2 casi autoctoni, con un'età mediana di 46,5 anni, il 53% dei contagiati di sesso maschile e nessun decesso. Per lo stesso lasso temporale, sono stati registrati 4 casi di zika virus, tutti importati; 23 casi di TBE (tutti autoctoni, età mediana 52 anni, 57% di sesso maschile, nessun decesso) e 38 casi di Toscana virus. Tutti i casi di queste arbovirosi, per ora, non hanno causato decessi.