È stato firmato l’accordo provinciale della medicina generale per il triennio 2019-2021, che riguarda 448 medici di medicina generale convenzionati in Trentino. Il testo introduce importanti innovazioni organizzative, riconoscimenti economici e nuove tutele professionali. Le risorse stanziate ammontano a 15 milioni di euro, destinate all’intero comparto della medicina generale.
Secondo Nicola Paoli, segretario del Sindacato Medici Italiani (SMI) Trentino, l’accordo rappresenta un traguardo significativo per il sistema sanitario provinciale e si inserisce nel percorso di attuazione del DM 77/2022 e della riorganizzazione territoriale prevista dalla Provincia autonoma di Trento entro il 2026.
L’intesa prevede, tra gli altri punti, il potenziamento della medicina di prossimità tramite l’utilizzo della telemedicina, dell’intelligenza artificiale e di strumenti diagnostici CE di ultima generazione. Sono inoltre state definite misure economiche per i medici massimalisti, con incrementi fino a 1.000 euro mensili, oltre a benefici legati alla quota capitaria e a nuove detrazioni fiscali. Vengono riconosciuti contributi mensili di 300 euro per gli ambulatori affittati da privati, mentre quelli in possesso dell’Azienda sono concessi gratuitamente.
Un altro elemento chiave dell’accordo riguarda il rafforzamento delle attività territoriali previste dal PNRR, con un aumento del 100% della quota oraria per i medici attivi nelle Case di Comunità, fissata a 45 euro l’ora per 12 ore settimanali, con possibilità di incremento fino a 38 ore su base volontaria.
L’intesa completa inoltre l’attuazione del Ruolo Unico della medicina generale, definendo un modello a tempo pieno di 38 ore settimanali (più massimo tre ore ambulatoriali per i propri pazienti). Viene introdotta una nuova categoria di medici a 38 ore privi di assistiti, destinata a rafforzare l’assistenza nelle aree disagiate e nelle periferie.
Sono state chiarite e rafforzate anche le tutele legate alla genitorialità, al congedo parentale, al puerperio e alle malattie debilitanti, oltre a prevedere soluzioni come il part time, lo smart working per medici con figli minori e un tetto massimo di ore per il lavoro a ruolo unico, autodeterminato dal medico stesso. È inoltre riconosciuto il lavoro notturno come attività usurante, con diritto a riposo compensativo, e sono state introdotte nuove indennità di risultato, trasferta e straordinario.
Dal punto di vista organizzativo, il testo prevede il consolidamento delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), l’integrazione con le UCCP e le future Case di Comunità, e il coinvolgimento dei medici anche negli Ospedali di Comunità e nelle strutture intermedie, con funzioni di leadership clinica.
Per quanto riguarda le dotazioni, l’accordo stabilisce la fornitura in comodato d’uso gratuito di strumenti diagnostici digitali del valore massimo di 35.000 euro per medico, e l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel quadro normativo provinciale, in raccordo con Agenas e l’assessorato competente.
Per i cittadini, l’intesa prevede un potenziamento dell’accessibilità ai servizi di medicina generale: sarà possibile ricevere assistenza non differibile in qualsiasi studio della propria AFT, prenotare visite e CUP direttamente nella sede AFT, accedere a strumentazione specialistica digitale su prenotazione, e disporre di attività di screening cronici con personale dedicato. Viene inoltre istituita la presenza della medicina generale nelle scuole di ogni ordine e grado, e prevista la transizione digitale degli studi per ottimizzare i flussi, ridurre gli errori e migliorare l’efficienza complessiva.