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Morbillo
01/08/2025

Morbillo, Iss: quasi un italiano su 10 a pericolo infezione. Ecco chi è più a rischio

Uno studio ISS-Fondazione Kessler rivela: tra il 2013 e il 2022 quasi 15mila casi, 14 i decessi. Gli esperti: “Urgenti campagne di recupero per gli adulti non immunizzati”

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Nonostante i progressi nelle coperture vaccinali infantili, l’Italia resta vulnerabile a nuove ondate di morbillo. Secondo uno studio appena pubblicato su The Lancet Infectious Diseases e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) insieme alla Fondazione Bruno Kessler, quasi il 10% della popolazione italiana (9,2%) è ancora suscettibile all’infezione, con il picco di vulnerabilità nella fascia d’età tra i 20 e i 40 anni. Tra il 2013 e il 2022, il sistema di sorveglianza nazionale ha registrato 14.923 casi di morbillo, di cui oltre la metà ha riguardato giovani adulti. Più del 90% delle infezioni ha colpito persone non vaccinate e l’88,9% dei contagi secondari – cioè quelli provocati dai cosiddetti “casi indice” – è stato generato proprio da soggetti non immunizzati. “La trasmissione non si ferma a loro”, spiegano gli autori. “Un terzo dei contagi è avvenuto proprio tra giovani adulti, che sono stati anche responsabili di una significativa quota di infezioni nei bambini sotto i 5 anni.” Una fascia, quest’ultima, in cui l’incidenza della malattia resta molto alta, soprattutto nei bimbi sotto l’anno di età, non ancora eleggibili alla vaccinazione.

“Lo studio conferma ciò che i dati di sorveglianza già indicavano da tempo: il maggior numero di casi si registra negli adulti non vaccinati, che non hanno contratto il virus nell’infanzia”, commenta all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, ex direttore della Prevenzione del Ministero della Salute e oggi professore straordinario di Igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. “È essenziale promuovere la vaccinazione tra i giovani adulti ancora suscettibili – sottolinea – perché sono proprio loro a sostenere la circolazione del virus”. E ricorda che il vaccino, per chi non è immunizzato, è gratuito: “È parte di un programma europeo per l’eliminazione del morbillo che però, finora, non ha raggiunto il suo obiettivo”. Secondo le proiezioni dello studio, nel 2025 il 9,2% della popolazione italiana sarà ancora suscettibile al virus, con un picco dell’11,8% tra i minori di 20 anni. L’eterogeneità regionale è ampia: alcune aree del Centro-Nord mostrano buone coperture, altre – soprattutto al Sud – hanno ampie sacche di adulti non immunizzati e coperture pediatriche più fragili.

Per Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana di Igiene (SItI), “è inconcepibile non approfittare dell’opportunità che la vaccinazione offre per una patologia come il morbillo, che ha una mortalità di 1 su 1.000: un dato tutt’altro che trascurabile”. E aggiunge: “L’immunità di gregge è fondamentale non solo per proteggere i bambini piccoli, che non possono ancora vaccinarsi, ma anche per tutelare gli adulti fragili, nei quali la malattia può evolvere in forme gravi”. Di Rosa sottolinea anche l’importanza di potenziare il richiamo vaccinale in adolescenza e di cogliere ogni occasione utile – ad esempio, l’ingresso nel mondo del lavoro – per proporre la vaccinazione a chi l’ha mancata. “Servono campagne di comunicazione mirate, in particolare per i giovani adulti tra i 20 e i 39 anni, che rappresentano metà dei casi rilevati”. Il morbillo "è sempre una malattia seria, ha aggiunto Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all'università del Salento. Può avere "complicanze anche letali". A farne le spese "sono giovani adulti non immunizzati e neonati ancora troppi piccoli per essere vaccinati". Ma si tratta di una patologia che "si può debellare come è stato fatto con il vaiolo. Serve però un impegno aggiuntivo, essendo un virus ancora più contagioso del vaiolo. E' importante vaccinare chi è ancora suscettibile ad ogni età".

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