Attualità
Hantavirus
11/05/2026

Hantavirus, due positivi dopo la Hondius. Il ministero prepara la circolare per aeroporti e frontiere

Il caso dell’hantavirus esploso sulla nave da spedizione polare MV Hondius continua a tenere alta l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali

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Dopo il focolaio scoppiato sulla nave da spedizione MV Hondius e i tre decessi registrati a bordo, salgono a due i casi confermati tra i passeggeri rimpatriati: una cittadina francese, le cui condizioni sarebbero peggiorate dopo il rientro, e un cittadino americano. Entrambi erano a bordo della nave rimasta per giorni in isolamento nell’Atlantico prima dello sbarco alle Canarie. Il caso continua a essere seguito con attenzione dalle autorità sanitarie internazionali, anche se il messaggio che arriva da Oms e ministero della Salute resta improntato alla cautela senza allarmismi. “Attualmente non c’è nessun allarme, non ci troviamo di fronte a un nuovo Covid”, ha ribadito Mara Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute. “Oggi il rischio è molto basso”.

Proprio nelle prossime ore il ministero predisporrà una circolare operativa rivolta a Regioni, autorità sanitarie e uffici di frontiera con le indicazioni da seguire in presenza di persone con sintomi compatibili con l’infezione da hantavirus. Il documento, basato anche sulle indicazioni dell’Ecdc, servirà a uniformare la gestione sanitaria nei porti e negli aeroporti italiani. Campitiello ha spiegato che l’Italia ha già rafforzato i controlli “per il principio di massima cautela”, innalzando l’attenzione a livello aeroportuale, marittimo e alle frontiere. Restano inoltre attive le procedure previste dalle circolari Enac per i passeggeri che dovessero manifestare sintomi sospetti durante i viaggi. Al momento nel nostro Paese non risultano casi positivi. Sono quattro le persone in sorveglianza sanitaria attiva e in isolamento fiduciario precauzionale: si tratta di passeggeri presenti sul volo KLM sul quale era salita per pochi minuti una donna olandese proveniente dalla Hondius, successivamente risultata positiva e deceduta. I quattro, distribuiti tra Campania, Calabria, Veneto e Toscana, sono tutti asintomatici. Secondo il ministero della Salute, eventuali misure aggiuntive scatterebbero solo in presenza di un innalzamento del rischio epidemiologico o di casi confermati sul territorio nazionale. “A quel punto si attiveranno tutta un’altra serie di procedure”, ha precisato Campitiello, invitando però a evitare “polemiche e paure che riportano al trauma psicologico del Covid”.

L’Ecdc ha inoltre riferito che il sequenziamento genetico dei campioni disponibili indica che i casi confermati sono riconducibili alla stessa fonte di contagio e che il virus coinvolto non rappresenta una nuova variante. Secondo l’agenzia europea, non vi sono evidenze di una maggiore trasmissibilità o gravità rispetto ai ceppi Andes già noti in Sud America. L’ente europeo raccomanda isolamento immediato e test per i soggetti sintomatici, mentre per i contatti asintomatici viene indicata quarantena e sorveglianza sanitaria fino a sei settimane.

“L’unica incertezza riguarda la possibile trasmissione nella fase asintomatica”, ha osservato l’epidemiologo Gianni Rezza, spiegando che i lunghi tempi di incubazione potrebbero rendere necessarie diverse settimane di monitoraggio prima di considerare concluso il focolaio.

Anche il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è intervenuto sulla vicenda, sottolineando che “il rischio per la salute pubblica resta basso”, ma evidenziando allo stesso tempo l’importanza del coordinamento sanitario internazionale per garantire la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio della Hondius. Il focolaio della nave ha riportato l’attenzione su un virus noto da anni ma poco conosciuto dall’opinione pubblica. Gli hantavirus vengono trasmessi soprattutto attraverso roditori infetti e il contagio avviene generalmente tramite inalazione di particelle contaminate da urine, saliva o feci. A differenza del Covid-19, la trasmissione interumana è considerata rara e limitata ad alcune varianti. Esistono infatti diversi ceppi di hantavirus. Le forme europee provocano soprattutto sindromi emorragiche con interessamento renale, mentre alcune varianti americane possono causare una grave sindrome polmonare con mortalità elevata. È proprio quest’ultima forma ad aver alimentato le maggiori preoccupazioni nel caso della Hondius. Per gli esperti, tuttavia, la situazione attuale non configura uno scenario pandemico. La sorveglianza rafforzata attivata in diversi Paesi viene considerata una misura preventiva coerente con le lezioni apprese durante il Covid: individuare rapidamente eventuali casi, tracciare i contatti e condividere tempestivamente i dati epidemiologici a livello internazionale.

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