Il Lazio registra il secondo decesso per il virus West Nile nel giro di pochi giorni. L’ultima vittima, un uomo di 77 anni con patologie croniche e un trapianto cardiaco alle spalle, è morto all’Istituto Spallanzani di Roma. L’uomo risiedeva in provincia di Latina, ma avrebbe recentemente soggiornato anche a Baia Domizia, nel Casertano. Con questo nuovo caso, la situazione torna sotto i riflettori delle autorità sanitarie e della popolazione.
Attualmente il Lazio è la regione più colpita, con 28 casi confermati, quasi tutti concentrati in provincia di Latina. Due contagi sono stati rilevati nel litorale sud della provincia di Roma, nelle zone di Anzio e Nettuno. La Regione ha già esteso l’obbligo di test per il virus a tutti i donatori di sangue e ha coinvolto l’Asl Roma 6, che include i Castelli Romani e il litorale sud. Al Sud, oltre a Latina e Caserta, attenzione alta anche in Napoli, dove il prefetto ha sollecitato disinfestazioni straordinarie in tutti i comuni dell’area metropolitana. L’Asl di Avellino, pur non avendo registrato casi, ha attivato misure preventive e sorveglianza clinica e veterinaria. In Sicilia, un caso è stato confermato in un cavallo nel Catanese, grazie al sistema di monitoraggio veterinario attivo nel territorio.
Il virus West Nile è trasmesso principalmente dalla zanzara comune, che si infetta pungendo uccelli selvatici, serbatoi naturali del virus. In rari casi può infettare l’uomo, ma non è contagioso da persona a persona. È importante sottolineare che la puntura di una singola zanzara non significa necessariamente infezione. La probabilità di contrarre il virus aumenta con la frequenza delle punture, ma anche in caso di infezione non sempre si sviluppano sintomi o malattie gravi. Nel 80% dei casi, infatti, l’infezione è asintomatica. Nel restante 20% si manifestano sintomi simili a quelli influenzali, come febbre, mal di testa, nausea, vomito, ingrossamento dei linfonodi e sfoghi cutanei. Nei casi più rari (meno dell’1%) possono insorgere gravi complicazioni neurologiche, come encefalite, meningoencefalite o paralisi flaccida. Le persone più a rischio sono anziani e immunodepressi, come evidenziato anche dal professor Gianni Rezza, ex direttore della Prevenzione al Ministero della Salute: "C’è una gradazione del rischio che aumenta con l’età. Ma una puntura di zanzara non significa automaticamente infezione". Rezza sottolinea l'importanza della sorveglianza epidemiologica, specificando che la situazione nelle aree urbane è al momento sotto controllo, ma non va abbassata la guardia. "Cornacchie e gabbiani in città possono influenzare la diffusione del virus. Finora però i focolai sono circoscritti a zone rurali o costiere". E aggiunge: “Non è detto che si sviluppino focolai urbani, ma è fondamentale continuare a monitorare”. “Non dobbiamo creare panico, il West Nile non è il Covid”, ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. “Dobbiamo conviverci con intelligenza, sapendo riconoscere i sintomi e adottando le giuste precauzioni. Le zanzare comuni non sono nuove al nostro territorio”.
La Regione Campania e la Protezione Civile hanno diffuso un vademecum con le misure preventive che include:
• Coprire cisterne e contenitori d’acqua piovana con teli o coperchi ermetici
• Usare repellenti anti-zanzare all’aperto
• Trattare tombini e pozzetti con larvicidi ogni 15 giorni
• Installare zanzariere alle finestre e alle porte
• Eliminare ristagni d’acqua nei giardini e nelle abitazioni
• Cambiare spesso l’acqua delle ciotole per animali
• Pulire regolarmente grondaie e canaline
• Tenere vuote e coperte le piscine per bambini quando non in uso
• In caso di sintomi sospetti, è importante rivolgersi immediatamente al proprio medico. Se si avvistano uccelli morti, va segnalato al numero verde della Protezione Civile regionale (800 232 525).
• Convivere con il virus, senza allarmismi