Attualità
Hiv
14/07/2025

Hiv, Oms raccomanda la profilassi con lenacapavir

L’Oms ha pubblicato le linee guida sull’uso di lenacapavir, raccomandandone la somministrazione semestrale per gli adulti a rischio di contrarre l’infezione

aids hiv

Una nuova frontiera nella prevenzione dell’Hiv arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha pubblicato le linee guida sull’uso di lenacapavir come opzione di PrEP (profilassi pre-esposizione), raccomandandone la somministrazione semestrale per gli adulti a rischio di contrarre l’infezione. Si tratta del primo farmaco iniettabile a lunga durata d’azione autorizzato per un uso così diradato nel tempo: due sole iniezioni all’anno.

L’annuncio è stato dato in occasione della 13ª Conferenza internazionale dell’Ias sulla scienza dell’Hiv, in corso a Kigali, in Rwanda. Il documento dell’Oms arriva pochi giorni dopo l’approvazione da parte della Fda statunitense e rappresenta un passo strategico per rilanciare gli sforzi di prevenzione, in un momento in cui il numero di nuove infezioni è ancora elevato: 1,3 milioni nel solo 2024, in particolare tra popolazioni chiave come sex workers, uomini che hanno rapporti con uomini, persone transgender, utilizzatori di droghe per via iniettiva, detenuti, bambini e adolescenti.

“Lenacapavir è quanto di più vicino abbiamo oggi a un vaccino per l’Hiv – ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms –. È un antiretrovirale long-acting altamente efficace, capace di prevenire quasi tutte le infezioni nelle persone a rischio”.

Il nuovo approccio potrebbe rivoluzionare l’accesso alla prevenzione. Oltre all’efficacia dimostrata, lenacapavir risponde alle esigenze di chi ha difficoltà con l’aderenza quotidiana alle terapie orali, ma anche a chi vive in contesti dove stigma, ostacoli logistici o mancanza di assistenza sanitaria rendono difficile seguire regimi standard.

Le linee guida dell’Oms includono anche una semplificazione dell’iter diagnostico per accedere alla PrEP iniettabile: via libera all’uso dei test rapidi, anche al di fuori dei contesti ospedalieri, per avviare il trattamento in farmacia, in telemedicina o presso ambulatori di prossimità. L’obiettivo è abbattere barriere burocratiche e favorire un accesso capillare e comunitario.

Lenacapavir si aggiunge alle altre opzioni già raccomandate dall’Oms per la profilassi: la PrEP orale quotidiana, il cabotegravir iniettabile (CAB-LA) e l’anello vaginale al dapivirina. Tuttavia, lenacapavir rappresenta un unicum per la sua durata d’azione: due dosi all’anno possono rappresentare un vantaggio enorme soprattutto nei contesti più vulnerabili.

L’Oms invita governi, donatori e partner globali ad avviare fin da subito l’integrazione di lenacapavir nei programmi nazionali di prevenzione combinata, raccogliendo al contempo dati su aderenza, impatto reale e accessibilità.

Nuove raccomandazioni anche per la terapia e la presa in carico

Alla conferenza di Kigali, l’Oms ha aggiornato anche le sue linee guida per il trattamento dell’HIV, raccomandando per la prima volta l’uso combinato dei farmaci iniettabili cabotegravir e rilpivirina (CAB/RPV) come opzione per il “switch” terapeutico negli adulti e adolescenti con viremia soppressa e senza epatite B attiva.

Altro capitolo rilevante riguarda l’integrazione dei servizi HIV con quelli per malattie croniche non trasmissibili, salute mentale e dipendenze, così come la gestione delle infezioni sessualmente trasmesse asintomatiche (clamidia e gonorrea), da monitorare in modo più sistematico tra le popolazioni chiave.

Infine, in risposta all’aumento di casi di mpox (vaiolo delle scimmie) tra le persone HIV-positive, l’Oms ha aggiornato i protocolli raccomandando avvio tempestivo della terapia antiretrovirale (ART) e test HIV e sifilide per tutte le persone con sospetto di mpox.

“Abbiamo gli strumenti e le conoscenze per porre fine all’Aids come problema di sanità pubblica”, ha sottolineato Meg Doherty, direttrice del Programma globale HIV, epatiti e infezioni sessualmente trasmesse dell’Oms. “Ora serve una messa in atto coraggiosa, equa e guidata dalle comunità”.

Secondo i dati aggiornati, nel 2024 vivevano con HIV 40,8 milioni di persone nel mondo, con oltre il 65% nel continente africano. I decessi correlati all’infezione sono stati circa 630.000, mentre 31,6 milioni hanno avuto accesso alla terapia antiretrovirale.

In un contesto di calo dei finanziamenti internazionali per i programmi HIV, le nuove linee guida Oms mirano a rafforzare le risposte nazionali attraverso strategie basate su evidenze, più flessibili e integrate con i sistemi sanitari generali. Ora, il passo successivo è passare all’implementazione concreta.

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