Serve un confronto urgente tra politica e società scientifiche sul fine vita. È la posizione espressa dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) sul testo unificato del disegno di legge in materia di morte medicalmente assistita, attualmente all’esame del Parlamento. A esprimerla è il presidente Francesco Perrone, che parla di “forti perplessità” rispetto all’impostazione proposta, in particolare all’istituzione di un Comitato nazionale di valutazione.
“Accogliamo con favore che la politica affronti il tema definendo una norma specifica – afferma Perrone –. Tuttavia, è necessario che le istituzioni si confrontino con le società scientifiche per risolvere alcuni aspetti centrali. Nutriamo forti perplessità sull’istituzione del Comitato nazionale, a cui si vuole affidare la decisione sulle richieste di aiuto medico nel morire. Inoltre, consideriamo inaccettabile che le spese per queste pratiche siano a carico dei singoli cittadini”.
Secondo Aiom, il modello proposto non garantisce la necessaria aderenza alla realtà clinica dei pazienti oncologici. “Le richieste di aiuto medico nel morire da parte dei pazienti oncologici – osserva Perrone – sono poche rispetto all’alta incidenza dei tumori in Italia, che nel 2024 hanno fatto registrare 390.100 nuovi casi. Ma il tema è da sempre centrale per la nostra società scientifica”.
Al centro della critica c’è il disallineamento tra la proposta normativa e la pratica clinica. “Il Comitato nazionale di valutazione, organo di nomina politica – precisa Perrone – non garantisce né la verifica della specificità di ogni singola situazione né una presa in carico tempestiva e personalizzata, necessaria quando il richiedente è un malato oncologico. Si possono ipotizzare forme alternative di garanzia per la società, ma non si può, in oncologia, sottrarre la responsabilità delle scelte alla relazione tra paziente, famiglia e medico oncologo”.
Altro punto critico è la gestione economica del percorso. “I costi della morte medicalmente assistita non devono essere a carico del cittadino – sottolinea Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom –. In caso contrario si determinerebbero disparità inaccettabili basate sul reddito. L’unico ambito in grado di garantire competenze, cure simultanee e palliative, percorsi integrati e assistenza olistica è il Servizio sanitario nazionale”.
Perrone ribadisce il rischio di creare disuguaglianze nell’accesso: “Qualora ciò non accadesse, si creerebbero gravi disparità nell’assistenza e nella tutela del diritto alla salute”.
Aiom e Fondazione Aiom dedicheranno al tema le prossime Giornate dell’Etica, in programma a Lecce il 19 e 20 settembre, con un convegno intitolato “Fine vita: la cura oltre la malattia”.