L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha avviato una nuova serie di report settimanali per monitorare in tempo reale l’andamento delle malattie trasmesse da zanzare, con l’obiettivo di supportare le autorità sanitarie europee nella risposta alle emergenze stagionali. Le relazioni riguardano quattro virus principali: chikungunya, dengue, Zika e West Nile.
Oltre ai dati aggiornati, l’Ecdc ha pubblicato nuove linee guida operative per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle infezioni da virus trasmessi da zanzare del genere Aedes, con raccomandazioni differenziate su quattro livelli di rischio in base alla presenza dei vettori, alle condizioni ambientali e alla trasmissione recente. Un documento analogo è disponibile anche per il virus West Nile.
Secondo l’Ecdc, il cambiamento climatico sta contribuendo ad allungare e intensificare le stagioni delle zanzare, rendendo più favorevoli le condizioni per la trasmissione di malattie. In particolare, la zanzara tigre (Aedes albopictus) – vettore di dengue, chikungunya e Zika – è oggi stabilmente presente in 16 Paesi e 369 regioni europee, rispetto alle 114 di dieci anni fa. Aedes aegypti, responsabile anche della febbre gialla, è ricomparsa a Cipro. Culex pipiens, principale vettore del virus West Nile, rimane diffusa in molte aree d’Europa.
Nel 2024 sono stati segnalati 304 casi autoctoni di dengue, in netta crescita rispetto ai 130 del 2023 e ai 71 del 2022. Le infezioni da West Nile sono state 1.436, distribuite in 212 regioni di 19 Paesi. Quest’anno la Francia ha già registrato sei focolai di chikungunya con inizio dei sintomi tra maggio e giugno, un anticipo rispetto agli anni precedenti, segnale di un’ulteriore estensione stagionale.
Oltre agli strumenti per la sanità pubblica, l’Ecdc ricorda che la prevenzione individuale è fondamentale: usare repellenti, indossare abiti protettivi, schermare gli ambienti e rimuovere i ristagni d’acqua. Particolare attenzione è richiesta anche ai viaggiatori di ritorno da aree endemiche, che dovrebbero adottare precauzioni per almeno tre settimane.
Per l’Ecdc, è indispensabile rafforzare la cooperazione tra Paesi, laboratori ed enti locali, garantendo risposte tempestive, coordinate e sostenibili, anche in ottica di lungo periodo.