Nel 2024 l’aspettativa di vita alla nascita in Italia ha raggiunto 84,1 anni, il livello più alto dell’Unione europea insieme alla Svezia e superiore di 2,4 anni rispetto alla media Ocse. Il dato supera di sei mesi anche i livelli pre-pandemia del 2019 e conferma il recupero dopo l’emergenza Covid-19. È quanto emerge dai rapporti “Health at a Glance 2025” e “State of Health in the EU – Italy Country Health Profile 2025” dell’OCSE, presentati al Cnel.
Secondo il report, l’Italia ottiene risultati migliori della media Ocse in sette dei dieci indicatori chiave utilizzati per valutare lo stato di salute della popolazione e i principali fattori di rischio. Nel 2022 il Paese ha registrato inoltre uno dei più bassi tassi europei di mortalità prevenibile, pari a 93 decessi ogni 100.000 abitanti, e una mortalità curabile di 52 per 100.000 abitanti.
L’Ocse segnala che le malattie cardiovascolari e i tumori rappresentano oltre la metà di tutti i decessi. Le principali cause di mortalità evitabile restano il tumore del polmone, il Covid-19 e le cardiopatie ischemiche. Sul fronte della mortalità curabile, l’Italia presenta risultati inferiori di circa il 30% rispetto alla media Ue, soprattutto per cardiopatia ischemica, tumore del colon-retto e tumore della mammella.
Il report evidenzia anche il progressivo ridimensionamento del divario di genere nell’aspettativa di vita. Nel 2024 le donne italiane vivevano in media quattro anni in più rispetto agli uomini, contro una media Ue di 5,2 anni. Gli uomini italiani possono aspettarsi di vivere quasi tre anni in più rispetto alla media europea maschile, mentre per le donne il vantaggio è di 1,6 anni.
Tra gli indicatori relativi ai fattori di rischio, l’Italia presenta livelli migliori della media Ocse per obesità auto-riferita e consumo di alcol. La quota di adulti obesi è pari al 12% contro il 19% medio Ocse, mentre il consumo di alcol si attesta a otto litri pro capite contro 8,5 della media internazionale.
Restano invece criticità sul fronte degli stili di vita. Il 45% degli adulti italiani non svolge sufficiente attività fisica, rispetto a una media Ocse del 30%, mentre i fumatori quotidiani rappresentano il 19,5% della popolazione adulta contro il 14,8% medio Ocse.
Secondo il rapporto, solo il 5,9% degli italiani valuta il proprio stato di salute come cattivo o molto cattivo, a fronte di una media Ocse dell’8%.