Il mix tra inquinamento atmosferico e ondate di calore nelle città italiane "accelera l'invecchiamento della pelle e aumenta il rischio di tumori cutanei". A lanciare l'allarme è la Società italiana di Medicina ambientale (Sima), che con l'innalzamento delle temperature su tutto il territorio nazionale richiama l'attenzione sulla salute della pelle.
Uno degli studi più autorevoli in materia, pubblicato sul 'Journal of Investigative Dermatology', ha esaminato la pelle di 400 donne tra i 70 e gli 80 anni: "i risultati mostrano che coloro che vivevano in aree urbane ad alta esposizione al traffico e al particolato fine (PM2.5) presentavano fino al 20% in più di iperpigmentazioni rispetto a chi risiedeva in zone meno inquinate. Un impatto paragonabile a quello del fumo di sigaretta", rimarcano i medici per l'ambiente. Anche l'ozono troposferico, un inquinante che si forma prevalentemente nei mesi estivi, "è stato correlato a un aumento della profondità e diffusione delle rughe.
"Il caldo, inoltre, agisce direttamente sul cosiddetto orologio biologico della pelle: le temperature elevate, sempre più comuni nelle estati cittadine, accelerano i processi d'invecchiamento.
Ma non finisce qui. L'invecchiamento cutaneo causato da inquinanti, calore e radiazioni Uv è strettamente connesso all'aumento del rischio oncologico. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, oltre il 90% dei tumori cutanei non melanoma è attribuibile all'eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti - sia naturali che artificiali.
Cosa possiamo fare, concretamente? Ecco le raccomandazioni della Società Italiana di Medicina Ambientale, valide soprattutto nel periodo estivo: Evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 16); applicare quotidianamente creme solari ad ampio spettro (Uva, Uvb e con filtri anti-inquinamento), anche in ambito urbano; integrare l'alimentazione con antiossidanti naturali, come vitamine C ed E e polifenoli; privilegiare la frequentazione di aree verdi e alberate, che contribuiscono ad abbassare la temperatura locale e migliorare la qualità dell'aria; monitorare i livelli di ozono e PM2.5 tramite app o bollettini Arpa, evitando attività fisica all'aperto nei giorni critici; l'uso di prodotti dermatologici contenenti prebiotici e postbiotici rappresenta una strategia innovativa, accessibile e scientificamente fondata per preservare la salute della pelle, mantenere un microbiota equilibrato e ridurre i danni da smog.