È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che stanzia 190 milioni di euro per ridurre le disuguaglianze retributive all’interno delle amministrazioni centrali. Lo ha annunciato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che ha definito il provvedimento “un passo concreto per valorizzare il lavoro pubblico e costruire una PA più forte, giusta e centrata sulle persone”.
Il decreto prevede la distribuzione di risorse destinate all’incremento delle retribuzioni del personale della pubblica amministrazione, con l’obiettivo dichiarato di riconoscere l’impegno quotidiano dei dipendenti pubblici.
Ma sul provvedimento non è arrivato il consenso della componente medica del Ssn. L’Anaao Assomed, principale sindacato dei medici e dirigenti sanitari, ha espresso insoddisfazione per l’esclusione della categoria dai benefici previsti. “Non possiamo condividere i toni trionfalistici – afferma il segretario nazionale Pierino Di Silverio – perché continua a non considerarsi i medici e la dirigenza sanitaria meritevoli degli stessi riconoscimenti”.
Secondo l’Anaao, il decreto non interviene sul tetto al salario accessorio, la componente variabile della retribuzione legata ai risultati, che continua ad applicarsi solo ai medici e ai dirigenti sanitari. “Una norma iniqua e destruente – la definisce Di Silverio – ormai cancellata per gran parte dei dipendenti pubblici, ma ancora in vigore per il personale sanitario”.
Il sindacato denuncia una disparità sistemica: “Ai medici nella PA si applicano solo oneri, limiti legislativi e tassazione, ma non si estendono strumenti di welfare aziendale né aumenti salariali analoghi a quelli riconosciuti ad altri comparti”.
“Il nostro – conclude Di Silverio – è sempre meno un posto fisso, e non sarà mai ‘un posto figo’, come auspicato dal ministro, se continueranno queste disparità. A queste condizioni, sarà sempre più difficile garantire la tenuta del sistema salute”.