Dal 30 luglio le Asl e gli ospedali non potranno più stipulare nuovi contratti con le cooperative di medici cosiddetti a gettone. I contratti già in essere saranno rispettati fino alla scadenza, ma il blocco delle nuove attivazioni rischia di aggravare la carenza di organico nel periodo critico delle ferie estive.
“La situazione è gravissima – ha dichiarato Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao-Assomed, a margine degli Stati generali della prevenzione a Napoli –. Le ferie tanto attese potrebbero ridurre ulteriormente il personale in servizio. Molti colleghi non vorranno andare in ferie perché saranno precettati, con un conseguente aumento di stress, burnout e dimissioni. In ospedale si vive un clima in cui si inizia a pensare che non ne valga più la pena”.
Di Silverio commenta anche la proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha ipotizzato di reimpiegare le risorse oggi destinate ai medici a gettone per assumere personale strutturato nel Servizio sanitario nazionale tramite concorso: “Magari si riuscisse a fare quanto proposto dal ministro. Ma quei medici vengono pagati dalle aziende sanitarie con fondi che rientrano nella voce 'beni e servizi', attualmente non soggetta ai tetti di spesa per il personale. Si tratta di risorse più libere”.
Il tetto di spesa, spiega Di Silverio, è stato formalmente eliminato con l’ultima legge di bilancio, ma per rendere effettivo il provvedimento serve un decreto ministeriale sui fabbisogni di personale. “Senza quel decreto, non è possibile sapere quanti medici servono in un reparto. L’ultimo risale al 1988. È necessario aggiornarlo e, contemporaneamente, velocizzare le procedure concorsuali, che oggi richiedono anche tre anni”.