Le infezioni ospedaliere in Italia restano un problema rilevante, con quadri clinici che comprendono infezioni urinarie, del sito chirurgico, polmonari e batteriemie. In occasione della Giornata mondiale dell’igiene delle mani, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), la Società Italiana di Medicina Interna (Simi) rilancia le raccomandazioni per ridurre la trasmissione delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria.
"L'igiene delle mani è la misura di prevenzione delle infezioni più efficace nel ridurre la trasmissione di microrganismi (virus, miceti, spore, batteri, inclusi i multi-resistenti) in ambito sanitario e nella comunità", sottolinea Emanuele Durante Mangoni, professore associato di medicina interna presso l’Università della Campania 'Luigi Vanvitelli' e direttore della Uoc medicina interna e trapianti dell'Azienda ospedaliera dei Colli ospedale Monaldi. "Numerosi studi, in gran parte condotti negli anni '80 e '90, hanno fornito solide evidenze scientifiche a supporto dell'efficacia del lavaggio delle mani. Il cosiddetto 'treatment effect' è così ampio che, se il lavaggio delle mani fosse un nuovo farmaco, esso sarebbe approvato rapidamente e somministrato a tutti. Ciononostante, molti altri studi hanno dimostrato che il ricorso a tale pratica resta molto basso tra gli operatori sanitari".
L’igienizzazione può avvenire con lavaggio con acqua e sapone, da effettuare almeno all'inizio e al termine del turno, oppure con sapone antisettico o gel idroalcolico. Quest'ultimo consente un'igienizzazione rapida e immediata. "L’Oms ha identificato i momenti nei quali è essenziale ed obbligatorio igienizzare le mani: 1) prima di toccare o entrare in contatto con un paziente; 2) prima di eseguire una procedura pulita o asettica; 3) dopo qualsiasi esposizione a fluidi corporei e dopo la rimozione dei guanti; 4) dopo il contatto con il paziente; 5) dopo il contatto con qualsiasi superficie ospedaliera", ricorda Durante Mangoni. "Ciò implica un ricorso costante al gel idroalcolico, che deve essere disponibile immediatamente e costantemente nelle camere di degenza e nei corridoi di accesso".
"L'aderenza all'igiene delle mani non solo protegge i nostri assistiti, ma anche noi stessi ed i nostri familiari che abbracciamo al termine del turno in ospedale", aggiunge. "La Simi continuerà a giocare un ruolo importante nella formazione degli Internisti italiani in tema di prevenzione delle infezioni. Lavarsi le mani rappresenta il più importante atto di prevenzione alla diffusione delle malattie infettive che ognuno di noi, infermiere, medico, cittadino, può fare".
Il monito arriva anche dalla Società Italiana d’Igiene (SItI). "Lavarsi le mani è un gesto semplice, ma capace di salvare vite", afferma il Dr. Enrico Di Rosa, presidente SItI. "Ogni giorno, nelle corsie degli ospedali e nella vita quotidiana, la corretta igiene delle mani rappresenta una barriera fondamentale contro la diffusione delle infezioni. Eppure, proprio per la sua semplicità, spesso viene sottovalutata, o eseguita in modo frettoloso. La Giornata mondiale dell’igiene delle mani è un'occasione per ricordare che questo piccolo gesto ha un impatto enorme sulla salute pubblica, non solo in ambito sanitario, ma in ogni contesto di vita. Igiene delle mani significa protezione reciproca: un atto di cura verso noi stessi e verso gli altri".
Le raccomandazioni pratiche diffuse in occasione della giornata mondiale sono:
• Igienizzare le mani dimostra rispetto, attenzione e competenza.
• Dedicare il giusto tempo al lavaggio fa la differenza; un gesto frettoloso è inefficace.
• Maniglie, tastiere, telefoni e denaro richiedono igienizzazione delle mani dopo l’uso.
• I bambini apprendono con l’esempio: le mani pulite iniziano dagli adulti.
• In ospedale, per operatori, pazienti e visitatori, l’igiene delle mani è una responsabilità condivisa.