Il ritorno dell’ora legale nella notte tra il 29 e il 30 marzo, ha riacceso il dibattito sui suoi effetti sulla salute pubblica. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), il passaggio tra ora solare e ora legale non è privo di conseguenze: alterazioni del sonno, maggiore rischio di infarti, aumento degli incidenti stradali e persino un incremento dei suicidi sono tra le principali ripercussioni segnalate dagli esperti.
Secondo il presidente di Sima, Alessandro Miani, "il cambiamento dell’orario altera la ritmicità circadiana del nostro organismo, ovvero l’orologio biologico che, in assenza di segnali provenienti dall’ambiente esterno, completa il proprio ciclo in circa 24 ore. Il mancato rispetto di questi ritmi naturali ha effetti sulla pressione arteriosa e la frequenza cardiaca: diversi studi hanno attestato una correlazione tra cambio di orario e patologie cardiache, con l’Università di Stoccolma che ha riportato un'incidenza del +4% di attacchi cardiaci nella settimana successiva all’introduzione dell’ora solare".
Ma non è solo il cuore a risentirne: "Si registrano poi problemi del sonno in una consistente fetta di popolazione, con conseguenze negative su concentrazione e umore e quindi su rendimento scolastico, efficienza sul lavoro, relazioni personali". L’alterazione del ciclo sonno-veglia incide anche sulla sicurezza, portando a un aumento degli incidenti sul lavoro e sulle strade. Secondo i dati, "nei periodi di ora legale è stata registrata una diminuzione fino al -13% degli incidenti a danno di pedoni connessa all’aumento della visibilità lungo le strade nelle ore serali".
L’ora solare, allungando il periodo di buio serale, favorirebbe anche l’incremento della criminalità, con un aumento di furti e rapine. "Senza parlare delle possibili conseguenze sulla criminalità: con l’ora solare si allungano le ore di buio serali, quelle in cui si concentrano furti, rapine e altri reati", aggiunge Miani. Inoltre, uno studio australiano ha evidenziato un incremento dei suicidi nelle prime settimane successive al cambio di orario, sottolineando il legame tra l’adattamento ai nuovi ritmi e il benessere mentale.
Per queste ragioni, SIMA e Consumerismo No Profit hanno avviato una raccolta firme per chiedere al Governo Meloni di rendere l’ora legale permanente. La proposta è in linea con una Direttiva europea del 2019 che consente agli Stati membri di decidere in autonomia, pur incoraggiando un coordinamento tra le nazioni per evitare impatti sugli scambi commerciali e i trasporti. Con oltre 350mila italiani già favorevoli alla misura, la richiesta di un cambiamento definitivo si fa sempre più forte.