Nel 2024 sono stati segnalati al Seieva, il sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute coordinato dall'Istituto superiore di sanità (Iss), "443 casi di epatite A, 189 di epatite B, 60 di epatite C e 70 di epatite E. In aumento rispetto al 2023". A fare il punto è un aggiornamento dell'Iss sul proprio sito. Il bollettino presenta l'andamento dell'incidenza dal 1985 delle epatiti virali A, B e C, con descrizione dei casi notificati nel 2024, oltre a un focus in cui vengono illustrati i profili di rischio per epatite B e C identificati nel periodo 2004-2023 e valutate le segnalazioni in eccesso rispetto all'atteso, per i diversi profili di rischio per anno. Per quanto riguarda i decessi sono stati 5 in totale.
Epatite A: "Dal punto di vista clinico si sono verificati 3 decessi, riguardanti 2 uomini di 68 e 89 anni e una donna di 89 anni. In uno dei casi, la causa primaria è stata una polmonite batterica. Per un ulteriore caso è stato necessario il ricorso al trapianto", si legge nel report.
Epatite B: "Per quanto riguarda l'aspetto clinico sono stati segnalati 2 decessi, in uomini di età maggiore di 80 anni. Uno dei decessi aveva come causa primaria uno scompenso cardiaco, mentre il secondo presentava diverse comorbidità croniche. Un ulteriore paziente (maschio di 54 anni) è stato sottoposto a trapianto epatico".
Epatite C: "Dal punto di vista clinico non sono stati osservati decessi o casi di epatite fulminante o encefalopatia", così come per l'epatite E.
Epatite E: "Un caso di epatite E presentava, oltre ad una classica sintomatologia di epatite acuta, una sintomatologia neurologica (cervicalgia e rachialgia)".
Dai dati Seieva emerge che "per l'epatite B sono stati identificati 9 profili di rischio e i più rappresentati sono stati quelli composti prevalentemente da maschi italiani, senza fattori di rischio segnalati, con comportamenti sessuali a rischio eterosessuali o omo/bisessuali. Riguardo i casi di infezione da epatite C, questi risultano suddivisi in 8 profili di rischio, il più frequente dei quali consisteva in femmine prevalentemente italiane senza fattori di rischio segnalati e giovani maschi italiani con una storia di uso di droghe".