Governo e Parlamento
Medici di famiglia
27/03/2025

Medici di famiglia, sulla riforma è scontro tra Governo e Regioni

La tensione tra Governo e Regioni sembra dunque destinata a crescere. Arriva oggi la risposta di Schillaci Regioni in merito alle accuse di inerzia del Governo sulla riforma dei medici di famiglia

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Il Ministro della Salute Orazio Schillaci risponde alle Regioni in merito alle accuse di inerzia del Governo sulla riforma dei medici di famiglia. "Leggo che ci sarebbe disagio da parte delle Regioni su una presunta inerzia del Governo sulla riforma dei medici di famiglia. Un disagio che trovo francamente alquanto singolare data l'importanza del tema. Ricordo che al termine del vertice a Palazzo Chigi, le Regioni si sono riservate di avviare un confronto tecnico in sede di Conferenza per poi presentare un documento al Governo. Lo stiamo ancora aspettando" ha dichiarato Schillaci in una nota ufficiale. L'affermazione del Ministro arriva dopo che alcune Regioni hanno espresso forte malcontento per la lettera inviata dallo stesso Schillaci nei giorni scorsi, in cui chiedeva di "accelerare" sul tema delle liste d'attesa, denunciando come "non sia più sostenibile che in alcune Regioni le liste siano ancora immotivatamente e illegalmente chiuse, costringendo i cittadini a rivolgersi ai media per vedere garantito un proprio diritto costituzionale".

Secondo le Regioni, però, le difficoltà nel sistema sanitario sarebbero imputabili all'inerzia del Governo stesso, in particolare sulla riforma dei medici di famiglia, considerata cruciale per rafforzare il sistema sanitario nazionale. "L'intervento sui medici di medicina generale è strettamente collegato alla riorganizzazione della medicina territoriale prevista nel PNRR, come una delle grandi riforme di sistema per meglio rispondere alle esigenze e ai bisogni della popolazione e intervenire in modo incisivo sull'appropriatezza delle prescrizioni e sulle liste d'attesa", sostengono fonti regionali. Alcune Regioni, infatti, sarebbero orientate a un passaggio alla dipendenza dei medici di famiglia, oggi convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, un cambiamento considerato epocale ma su cui il Governo frenerebbe per ragioni politiche. Anche l'ipotesi alternativa di garantire una disponibilità di 18 ore nelle case di comunità appare bloccata, con le Regioni che lamentano la mancanza di risposte da parte dell'esecutivo.

Nella sua lettera, Schillaci ha ricordato come il problema delle liste d'attesa sia emerso con forza dai dati raccolti dai Carabinieri NAS tra ottobre e dicembre 2024: il 27% delle strutture sanitarie ispezionate presentava irregolarità gravi, tra cui agende chiuse arbitrariamente, liste d'attesa gonfiate e sistemi di prenotazione frammentati. "Ho fatto il medico per oltre 30 anni nel sistema sanitario pubblico, conosco bene le difficoltà quotidiane e comprendo i disagi derivanti da carenze strutturali. Tuttavia, questi fattori non possono in alcun modo giustificare comportamenti che compromettono il diritto alla salute dei cittadini", ha dichiarato il Ministro, puntando il dito contro coloro che limitano l'attività pubblica privilegiando quella privata in intramoenia.

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