Si fa sempre più forte l'ipotesi che dietro la malattia sconosciuta del Congo ci sia una forma di malaria, endemica nel paese africano dopo che i campioni di sangue relativi alla persona di Trevignano (Treviso) "deceduta di ritorno da un viaggio in Congo, analizzati per la ricerca di diversi agenti patogeni hanno evidenziato la presenza di plasmodium falciparum, agente responsabile della malaria. Le stesse analisi hanno escluso la presenza di altri agenti patogeni e virali co-infettanti" come ha sottolineato in una nota l'Inmi Spallanzani di Roma.
Nelle ore passate anche fonti del governo della Repubblica democratica del Congo si era sbilanciate sul legame tra la malattia misteriosa - che ha causato oltre 30 decessi e oltre 400 contagi in una provincia remota distante 700 chilometri della capitale - e una forma di malaria molto contagiosa. "Nei Paesi endemici rappresenta la malattia trasmessa da vettore più diffusa al mondo - ricorda l'Iss sul proprio sito - nei Paesi non endemici è la malattia d'importazione più importante, legata principalmente ai viaggi in aree tropicali e all'aumento dei flussi migratori".
Secondo il rapporto del 2022, stilato dall'Oms, nel 2021 sono stati registrati 247 milioni di nuovi casi, di cui il 95% in Africa (234 milioni). Quasi l'80% dei decessi si è verificato tra bambini di età inferiore ai cinque anni.
Complessivamente "quasi metà della popolazione mondiale, soprattutto quella residente in Paesi poveri, vive in aree a rischio di malaria. Tuttavia - riporta l'Iss - negli ultimi anni la diffusione della malaria nel mondo è stata notevolmente ridotta grazie all'attuazione di programmi di lotta e controllo promossi dall'Oms e da diverse associazioni internazionali.