Attualità
Hiv
25/11/2024

Hiv, crescono ancora diagnosi in Italia. Iss: 2023 quasi a livelli pre-covid

Su 2.349 il 40% sono tardive, dati in linea con aumento infezioni a trasmissione sessuale specie nei giovani e salgono pure casi malattia conclamata

covid curva epidemia

Dopo il picco negativo del 2020, continuano ad aumentare, le nuove diagnosi di Hiv in Italia: nel 2023 sono state 2.349, in aumento rispetto alle 2.140 del 2022 e vicine alle 2.510 registrate nel 2019. Di queste oltre il 40% è avvenuta quando la conta dei linfociti CD4 era inferiore a 350, un valore che indica un arrivo tardivo alla diagnosi. È la fotografia scattata dai dati appena pubblicati dal Centro operativo Aids dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Nel 2023, segnalano gli esperti, si è tornati dunque "vicini ai livelli pre Covid". I maschi nella fascia 30-39 anni si confermano il gruppo con una maggiore incidenza di nuove diagnosi. E fra le regioni italiane è il Lazio a mostrare il dato più alto per quanto riguarda i nuovi casi, seguito da Umbria ed Emilia-Romagna.

 "Questo trend è indicativo - commenta Barbara Suligoi, direttrice del Centro operativo Aids - e va di pari passo con l'andamento delle altre infezioni a trasmissione sessuale, che sono in aumento soprattutto tra i giovani. È necessaria una maggiore sensibilizzazione sia sulle norme di prevenzione che sull'accesso al test: dal 2015 è in continuo aumento la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l'infezione da Hiv (con bassi linfociti CD4 o con Aids); nel 2023 due terzi degli eterosessuali, sia maschi che femmine, e più della metà degli Msm scoprono di essere Hiv positivi quando il loro sistema immunitario è già compromesso (valori di linfociti CD4 bassi), un segno che il contagio è avvenuto da diverso tempo e che la malattia è in fase avanzata".

Aumentano anche i casi di malattia conclamata: per quanto riguarda l'Aids - si legge nella nota sul rapporto - le nuove diagnosi sono state lo scorso anno 532, in aumento rispetto alle 444 dell'anno precedente (nel 2019 erano state 647). Il motivo principale di accesso al test è risultato la 'Sospetta patologia HIV correlata o sintomi HIV', nel 35% dei casi, seguita dai comportamenti sessuali a rischio (19,6%), mentre hanno scoperto la propria sieropositività per controlli di routine o in seguito a screening o campagne informative il 12,3% di coloro che hanno avuto una nuova diagnosi nel 2023. Per quanto riguarda Le nuove diagnosi di Aids sono state lo scorso anno 532, in aumento rispetto alle 444 dell'anno precedente (nel 2019 erano state 647). "Anche se, soprattutto grazie alle nuove terapie, l'Aids non rappresenta più l'emergenza sanitaria di qualche tempo fa, non dobbiamo spegnere i fari su questo problema - conclude Anna Teresa Palamara, che dirige il Dipartimento Malattie Infettive dell'Iss -. Occorre lavorare sulla prevenzione, soprattutto tra i giovani".

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