Rita Carsetti, immunologa dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma approfondisce su Doctor33 le basi teoriche molecolari che hanno permesso lo sviluppo delle piattaforme a mRNA che sono esplose per la produzione dei vaccini contro il Sars-CoV-2.
L’utilizzo del mRNA è una realtà ormai nella medicina “La pandemia ci ha dato la necessità e la possibilità di avere un vaccino molto rapidamente: non abbiamo avuto il tempo di creare in grandi quantità la quantità necessaria di proteine per i vaccini. Da 20 anni si sperimentava questa tecnologia mutuando anche informazioni e strategie delle nostre stesse cellule: l’idea è stata dare alle cellule l’informazione per produrre la proteina Spike del coronavirus che non facciamo in tempo a farla in grandi quantità e di buona qualità per tutto il mondo. L’informazione genetica (mRNa) è stata modificata per renderla più stabile e inocularla in vescicole di grasso in modo che produca la proteina Spike e il sistema immunitario reagisca” spiega Carsetti.