"Come forza sindacale accogliamo con favore il Ddl volto a migliorare la trasparenza e l'efficienza nella gestione delle liste d'attesa. La creazione di una piattaforma nazionale interoperabile rappresenta un passo avanti significativo verso un sistema sanitario più accessibile e snello, in linea con gli obiettivi e dei percorsi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Crediamo che il riconoscimento dell'importanza di un sistema centralizzato che possa monitorare e migliorare le prestazioni sanitarie a livello nazionale sia il viatico per ripartire, alla condizione che questo sia solo il primo passo. Tuttavia, come medici di medicina generale, riteniamo che sia necessario fare di più per garantire una sanità davvero efficace e vicina ai cittadini". Così Angelo Testa, presidente nazionale Snami, Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani, commenta in una nota i provvedimenti appena varati dal Governo.
"Invitiamo il ministero della Salute conclude il leader Snami a considerare maggiormente la medicina generale, anche a tutela delle prestazioni rivolte ai nostri pazienti. Il tutto nell'ottica, anche nostra, di rafforzare il percorso di un sistema sanitario pubblico solidale e universalistico, per evitare che chi non ha mezzi e non può pagare debba cessare le cure".
Positiva, anche se tra luci ed ombre, anche la valutazione della Federazione dei Medici Territoriali-FMT che evidenzia come continui a mancare una visione di insieme sulla modernizzazione della sanità pubblica e del territorio e un investimento forte sulla valorizzazione dei medici.
Per Francesco Esposito, segretario nazionale di FMT: “Siamo sulla buona strada se si implementasse davvero la diagnostica di 1 livello negli studi di medicina generale. Non a parole, però, come già avvenuto nel passato, dove analoghi stanziamenti sono rimasti lettera morta. Si utilizzino i fondi già stanziati negli scorsi anni e si mettano in campo anche quelli del Pnrr (per il biennio 2024-26) per poter acquistare la strumentazione per quegli ambulatori ed UCCP AFT, che già sono una seria ed efficace risposta per i cittadini; e che concorrono con grande sforzo a ridurre le liste di attesa.
Se ridiamo al medico di famiglia il ruolo di primo front-office del SSN, quella centralità che gli è stata espropriata, se ricostruiamo quell’autonomia clinica e organizzativa che è stata demolita con compiti impropri e burocratici, e mettiamo anche a disposizione strumenti, personale e risorse adeguate (anche sul piano dei compensi e del recupero delle spese), allora valorizzeremo davvero i medici di medicina generale e miglioreremo la qualità dell’offerta per i pazienti” conclude.