"Il decreto legge presentato dal ministro della Salute rappresenta un primo, reale intervento nel ridurre una problematica complessa e assolutamente fondamentale per l'efficienza del Ssn". Così la federazione Sigo, che riunisce i ginecologi, dagli universitari ai territoriali agli ospedalieri, commenta il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri per abbattere le liste d'attesa.
Il Dl "affronta una problematica che interessa buona parte della popolazione. Si tratta di una criticità molto importante della sanità pubblica sottolinea Vito Trojano, presidente nazionale Federazione Sigo che ha radici lontane e che si è progressivamente aggravata con il tempo tanto da diventare ormai insostenibile. È una problematica molto complessa che non può certamente essere risolta in tempi brevi né con un solo intervento, ma questo può e deve essere un primo grande passo. Varie componenti ricorda hanno portato alla situazione odierna, tra queste hanno avuto un ruolo fondamentale la carenza di personale sanitario, la mancanza di una vera rete territoriale per cui la domanda di salute della popolazione si è riversata tutta (o quasi tutta) sugli ospedali e sui Pronto soccorso creando una inappropriatezza di richiesta di accertamenti. Era essenziale che si rivedesse il 'sistema salute' per affrontare il problema in termini strutturali e pertanto c'è da complimentarsi con il ministro per avere iniziato questo importante percorso che implica anche un ridimensionamento della medicina difensiva".
Per Trojano, "al di là delle polemiche, acuite dalla fase preelettorale, bisognava pur cominciare per creare un percorso nuovo che tenesse conto delle necessità sia degli operatori sanitari sia della popolazione, con personale adeguato alla richiesta di salute che si è modificata nei decenni, con una rete territoriale capillare e con una organizzazione che preveda un monitoraggio costante e permetta di fare incontrare domanda ed offerta con modalità il più possibile appropriate. È auspicabile che nel corso di discussione del progetto di legge vengano apportate ulteriori migliorie, come la più chiara definizione delle priorità e vengano stanziati fondi per rendere più facilmente realizzabili tali presupposti. Questo vale per tutti gli ambiti di salute e, a maggior ragione, per tutto ciò che riguarda la salute delle donne che non sono solo la metà della popolazione, ma rappresentano un importante indicatore della sanità nel suo complesso".