Ha preso il via a Giardini Naxos (Me) il 98° Congresso Nazionale della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) dove i dermatologi faranno il punto sulla prevenzione delle malattie della pelle.
Proteggere la nostra pelle vuol dire salvaguardare l’integrità della barriera cutanea riducendo la frequenza delle recidive di patologie infiammatorie croniche della cute molto frequenti, difendere la nostra pelle dal sole e dai raggi UV in generale significa, non solo limitare il fotoinvecchimento, ma soprattutto prevenire i tumori cutanei non melanoma (carcinoma basocellulare e squamocellulare, cheratosi attiniche), ossia i tumori più frequenti dell’essere umano, più del cancro della mammella, del polmone e della prostata. Secondo le prime stime SIDeMaST i nuovi casi di melanoma sono circa 15mila ogni anno, rispetto ai circa 7mila stimati dall’Iss. Ma aumentano i casi anche di patologie infiammatorie della cute come la dermatite atopica e riemergono patologie ormai dimenticate quali malattie a trasmissione sessuale, dermatiti occupazionali e dermopatie parassitarie.
Tutte le malattie della pelle sono al centro dei lavori del Congresso, dedicando grande attenzione alle molteplici patologie infiammatorie croniche della cute, a quelle oncologiche, alla dermatologia allergologica, pediatrica, chirurgica e infettivologica, alle malattie sessualmente trasmissibili, alle patologie degli annessi e delle mucose, alla fotodermatologia e alla dermatologia estetica. Per ciascuno di questi settori verrà dedicato ampio risalto alle innovazioni nella diagnosi e nel management terapeutico.
I presidenti del congresso, i Prof. Giuseppe Micali e Luca Stingeni, lanciano quindi un messaggio chiaro: “Bisogna sensibilizzare le persone a proteggere e curare la propria pelle”. “Oggi abbiamo la possibilità di trattare meglio tante malattie dermatologiche che prima purtroppo si faticava a curare, il melanoma in primis ha fatto eco il presidente SIDeMaST Giuseppe Argenziano ma la tutela della propria salute inizia prima e la partita non si vince da soli: bisogna investire sulla propria cute senza mai abbassare la guardia. Oggi sappiamo perfettamente che il 95% dei tumori maligni epiteliali ed il 70-95% dei melanomi sono provocati dalla esposizione solare eccessiva. Tumori che possiamo prevenire adottando un adeguato stile di vita. Questo significa comprendere l’importanza della prevenzione primaria, proteggendo se stessi e i propri figli dall’esposizione eccessiva e non controllata al sole, un nostro alleato per molti aspetti ma anche un cancerogeno naturale, e a tutte le radiazioni UV anche quelle artificiali”.
E la prevenzione deve proseguire osservando con attenzione ogni cambiamento della pelle, imparando a riconoscere i segnali di allarme relativi all’inizio di un tumore cutaneo e consultandosi periodicamente con il dermatologo quando si nota qualcosa di diverso o che cresce. “Nonostante gli importanti risultati delle nuove terapie aggiunge Maria Concetta Fargnoli, Vicepresidente SIDeMaST e Professore Ordinario di Dermatologia presso l’Università degli Studi dell’Aquila la diagnosi precoce resta l’arma più importante ed è lì che dobbiamo agire, insegnando alle persone ad osservarsi costantemente con attenzione. Il dermatologo ha oggi a sua disposizione numerose metodiche diagnostiche non invasive che, in aggiunta alla visita clinica, sono di grande utilità nel migliorare l’accuratezza diagnostica, consentendo la diagnosi precoce ed evitando le asportazioni inutili”.
La carta da giocare è appunto sensibilizzare le persone. “Ecco perché ha aggiunto il presidente Argenziano la SIDeMaST è disponibile a interagire con il ministero della Salute per intensificare le campagne di prevenzione primaria e cambiare il sentito comune dei cittadini nei riguardi dell’esposizione alla luce solare o ultravioletta artificiale: proteggersi dai raggi ultravioletti è fondamentale. Non lo diciamo mai abbastanza. Un messaggio forte che dobbiamo rivolgere soprattutto alle popolazioni giovani”.
Il Prof. Micali conclude: “Nel corso del Congresso sarà, infine, posto l’accento sulle recenti acquisizioni nella diagnostica soprattutto non invasiva e in ambito terapeutico. Inoltre, parleremo anche delle novità relative a due patologie particolarmente impattanti sulla qualità della vita dei pazienti, vale a dire vitiligine e alopecia areata. Sono due aree terapeutiche per le quali non è mai esistito un farmaco specifico, ma il 2024 invece sarà un anno di svolta per quel che riguarda la disponibilità di terapie per entrambe le patologie”.