Continua la lenta diminuzione del numero di casi di sindromi simil-influenzali. in Italia. Nella quattordicesima settimana, dal 1 al 7 aprile, l'incidenza è pari a 4,8 casi per mille assistiti (5,2 nella settimana precedente). I casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all'intera popolazione italiana, sono circa 284.000, per un totale di circa 13.863.000 casi a partire dall'inizio della sorveglianza. Lo sottolinea il rapporto epidemiologico RespiVirNet del dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Maggiormente colpiti i bambini sotto i cinque anni di età in cui si osserva un livello di incidenza di 11,9 casi per mille assistiti (14,6 nella settimana precedente)", continua il report. Nella fascia di età 5-14 anni a 5,21 nella fascia 15-64 anni a 4,85 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 2,79 casi per mille assistiti, precisa l'Iss. C’è, quindi, ancora uno “strascico di casi di influenza B. Vediamo qualche paziente con streptococco; quindi, continua a circolare anche se meno del mese passato. Poi in questo periodo assistiamo ad una serie di disturbi collegati al cambio di alimentazione perché iniziamo a mangiare le primizie, un esempio sono le fragole. Ma attenzione: se ne abusiamo poi la paghiamo, perché il sistema digestivo esce dall'inverno e deve essere rieducato a mangiare di nuovo frutta e verdure che necessitano di enzimi diversi. Le fragole poi sono allergizzanti e possono contribuire a riniti, congiuntiviti, tosse e orticaria", sintomi "che stanno diventando frequentissimi". A fare il punto per l’Adnkronos Salute è Pierluigi Bartoletti, vicesegretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg).
"È evidente che siamo ad aprile, ma è come se fossimo a giugno. È arrivato il caldo e c'è l'esplosione delle fioriture, una situazione da 'bollino rosso' per le persone allergiche. Quindi possono riacutizzarsi problemi respiratorio, l'asma e anche i colpi di calore che per chi riparte con lo sport all'aperto", sottolinea Bartoletti. Un ultimo consiglio è per chi è allergico agli imenotteri: "Se si va in campagna o in montagna, meglio avere attenzione - raccomanda - soprattutto nel caso di soggetti sensibilizzati al veleno, che devono stare ben attenti a non farsi pungere. O munirsi di kit d’emergenza, dall’antistaminico o al cortisone". Per quanto concerne la prossima stagione influenzale 2024-2025, l’Oms fa sapere che non sarà particolarmente pesante come è stata quella dello scorso anno perché i virus non sono particolarmente cambiati e pertanto una rilevante quota di persone, che hanno contratto il virus lo scorso anno, potranno godere una sorta di protezione. Ciò nonostante, occorrerà vedere come evolverà il virus in quanto non è solo la composizione dello stesso a determinare il numero di casi di influenza ma anche le condizioni metereologiche e ambientali. È quindi sempre importante non sottovalutare il richiamo vaccinale, in particolare per i soggetti a rischio e avanti con l'età. Questo il quadro tracciato dall'Osservatorio Influenza tramite il suo direttore scientifico, il professor Fabrizio Pregliasco, anche direttore sanitario d'azienda dell'IRCCS ospedale Galeazzi Sant'Ambrogio di Milano.
L'Osservatorio ricorda come anche quest'anno l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla base dei dati della Rete sentinella mondiale di sorveglianza dell'influenza, ha stabilito la composizione vaccinale per il prossimo autunno; e a settembre farà la stessa cosa per l'emisfero australe al fine di continuare l'aggiornamento del vaccino in modo che sia il più vicino possibile ai virus circolanti. "Questa anticipazione è necessaria perché da questo momento le aziende produttrici potranno iniziare a sviluppare i vaccini antinfluenzali da commercializzare a partire dall'autunno 2024 e che ogni anno necessitano di una rivalutazione dal punto di vista della sicurezza e dell'efficacia, anche se si tratta ormai di tecnologie consolidate", sottolinea Pregliasco. Nell'ambito della composizione vaccinale quest'anno, sono previsti solo 3 stipiti virali: 2 di tipo A (uno AH1N1 e uno AH3N2 aggiornato quest'anno con una variante thailandese) e 1 di tipo B (B/Victoria che però non è stato aggiornato); l'Ema, Agenzia Europea dei Medicinali, ha infatti suggerito di "alleggerire" la formulazione non includendo più il ceppo B/Yamagata in quanto tale ceppo non risulta più in circolo da marzo 2020 e quindi non sembra più rappresentare una minaccia per la salute pubblica.